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MEETING/ 2. Vittadini: «Basta demiurghi e risse, lo statista non è un divo»

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 «Se si perde di vista questo desiderio del cuore la quotidianità si insterilisce e l’impatto nella vita reale è devastante», ragiona Vittadini. A Rimini proveranno a raccontarlo con la mostra “Dentro la crisi, oltre la crisi”. «C’è infatti un problema antropologico alla base dello tsunami finanziario: la riduzione della razionalità dell’uomo. Si guarda al profitto a breve, mentre la razionalità economica è cosa più larga». Con la crisi e l’enciclica Caritas in Veritate il tema si è riaperto, senza rivangare vecchi terzomondismi. «Al Meeting ci sarà non a caso Sergio Marchionne – continua Vittadini - che ci spiegherà cosa vuol dire rilanciare una multinazionale sull’economia reale, rompendo tabù inveterati nelle relazioni industriali, sconvolgendo Confindustria, i sindacati e il concetto di produttività».

 

Ci sarà Giulio Tremonti, «un personaggio interessante», lo definisce Vittadini. «Uomo di stato di cui apprezzo la marcia indietro sulle fondazioni bancarie e la lettura politico-culturale della crisi finanziaria». Attraverso questo prisma si snoderanno dibattiti su welfare e povertà, mercato del lavoro, immigrazione (il ministro Maroni si confronterà con casi di integrazione riuscita), giustizia, federalismo e Europa. «Insomma se la domanda nasce dal desiderio, si guarda alla realtà senza ridurla», abbozza il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. Più di altri anni ci saranno incontri non strettamente politico-partitici. «Preferiamo costringere la politica a stare sui temi».


Una politica «distante, rissosa», per Vittadini, leader di un movimento che da anni appoggia il centrodestra egemone. Dunque il ragionamento è importante. «Lo sviluppo del mio io avviene sempre nella realtà. In luoghi popolari, dove posso sperimentare la risposta pluralista. La politica deve dare forza a questa idea. Ma se i partiti non si paragonano a esperienze di base, si ideologizzano». Questo è il grande tema dell’oggi: «Ricostruire il nesso tra società civile, economia e partiti». Per questo la sfida del federalismo è importante: «Potrebbe riprodurre il nesso, ad esempio in una nuova visione di welfare partecipato. E sempre per questo siamo contrari a elezioni anticipate e a governi tecnici. La priorità è la crisi economica, gli italiani non capirebbero. Inoltre ci sono in cantiere riforme da non interrompere: federalismo fiscale, welfare, università, lavoro e sud, che è peggio di 20 anni fa. Andiamo avanti, poi daremo un giudizio».


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COMMENTI
22/08/2010 - il rischio educativo (giorgio cordiero)

Tanto caro al "Gius", come tutti noi affettuosamente lo chiamavamo, come il 24 febbraio del 2005, inginocchiato nella neve in piazza del Duomo...c'ero anche io e mi sentivo uno con un mlione di persone e con Gesù Cristo. Vittadini riprende bene questo cammino, l'unico percorrbile e lo cala nel mondo di "mammona", cosa ardua e lodevole. L'educazione è alla base della vita delll'uomo, del suo desiderio di totalità e della sua richiesta di eternità, del suo tendere e del suo arrendersi davanti al Mistero, neppure lontanamente sfiorato. Grazie per l'incontro e grazie per il "centuplo" che vivo ogni giorno. La politica rissosa ed inconcludente, le leggi ad personam...ecc. Insomma oggi inizia il meeting "meno politica e più economia". Grazie amici.

 
21/08/2010 - Basta divi (Diego Perna)

Il mio non vuole essere un commento a quanto dice Vittadini, persona che apprezzo e stimo. Vorrei soltanto, ma forse nello spirito dell'articolo è sottinteso, evidenziare, per l'esperienza personale che vivo, perché guardare dal buco della serratura, si fa con più frequenza in questo momento. Non è solo una questione di strumenti di lotta politica che sono deleteri oltre che sporchi, ma una risposta presunta, di alcuni giornalisti, al disagio economico che tanti viviamo in Italia ( la crisi è mondiale, è vero, ma la gente guarda vicino a se), e così forse , si crede che trovando magagne e furfanterie, che sempre comunque ci sono state, si possa al più presto cambiare qualcosa, non licenziare precari, mettere in cassa integrazione, chiudere bottega ecc. I fenomeni economico e politico sono fortemente legati, oggi più di ieri, quando bene o male , pur conoscendo delle ruberie e privilegi, molti non ci facevano caso emolti tutt’oggi fanno così. E forse è ed era peggio. La strada indicata da Vittadini è l'unica realmente efficace, non ce ne sono altre, ma sono più i politici che i cittadini a doverlo capire, e sicuramente a questi è rivolto il messaggio, noi non abbiamo la forza necessaria per cambiare le cose, quanto meno subito, al più presto, perché tempo non ne rimane molto, la crisi è dura e prosegue. Andrò al Meeting a respirare realismo e un pò di ottimismo, non quello di cui ho sentito -sbraitare- tutto l'anno. Cordiali saluti