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MEETING/ Stefano Alberto: il cuore è infallibile

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4. Il cuore infallibile

 

Il cuore: Giussani rilegge come nessun pensatore contemporaneo in modo nuovo e geniale questa nozione biblica, che tradizionalmente indica la sede dell’impeto originale della persona, in una concezione potentemente unitaria che, salvando la centralità del soggetto come criterio del giudizio, così cara alla sensibilità moderna e contemporanea, mette in luce l’oggettività, il dato strutturale di queste esigenze ed evidenze. E’ un dato primordiale, “esperienza elementare” che costituisce il volto dell’uomo nel suo raffronto con tutta la realtà.

Essa dunque è il criterio di giudizio che è dentro di noi, ma che non decidiamo noi. Io ho dentro di me il criterio per sapere che cosa veramente mi corrisponde della realtà. In che cosa consiste, dunque, questo cuore o “esperienza elementare”? E’ “un complesso di esigenze e di evidenze con cui l’uomo è proiettato dentro il confronto con tutto ciò che esiste. La natura lancia l’uomo nell’universale paragone con se stesso, con gli altri, con le cose, dotandolo - come strumento di tale universale confronto - di un complesso di evidenze ed esigenze originali, talmente originali che tutto ciò che l’uomo dice o fa da esse dipende…”.

 

Qui sono poste le radici per il superamento di quell’esasperato soggettivismo, di quella affermazione di sé all’infinito (anarchia) che rappresenta la tentazione più affascinante, “ma è tanto affascinante quanto menzognera. E la forza di tale menzogna sta appunto nel suo fascino, che induce a dimenticare che l’uomo prima non c’era e poi muore… E’ molto più grande e vero amare l’infinito, cioè abbracciare la realtà e l’essere, piuttosto che affermare se stessi di fronte a qualsiasi realtà… Perché in verità l’uomo afferma veramente se stesso solo accettando il reale, tanto è vero che l’uomo comincia ad affermare stesso accettando di esistere: accettando cioè una realtà che non si è data da sé”.

 

Non mi sono dato da me, sono fatto; è questa la prima evidenza che si ridesta nell’impatto con il reale (cfr. cap. X del Senso religioso). E’ nell’impatto con il reale che il cuore, questa complessa e pur semplice esperienza, è messo in moto, immediatamente. Esso emerge come “imponenza dei criteri con cui la ragione giudica se stessa (auto-coscienza)”, come “i principi a cui essa si affida per essere e per esistere. In ogni singola esperienza, nella rilevazione dei criteri che giudicano l’esperienza stessa e con cui dall’esperienza si può giudicare il mondo, questa emergenza dei criteri ultimi per la ragione è immediatamente sensibile, è immediata, è automatica”.

 

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