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MEETING/ Stefano Alberto: il cuore è infallibile

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Si può affermare che per Giussani cuore si identifica con ragione, che è coscienza della realtà nella totalità dei suoi fattori, nel suo senso pieno. E’ intelligenza, conoscenza affettiva, è la luce dell’intelligenza che viene colpita, affecta. La ragione si attua quando è colpita, non quando si impone. “Perché chiamarlo cuore invece di ragione? Perché il cuore è il luogo dell’affectus, ma l’affectus non è antitetico a ragione, è l’aspetto ultimo della ragione, della dinamica ragionevole. Per cui il cuore è la sede di quelle evidenze e esigenze originali che proiettano l’individuo sulla realtà…. cercando di registrare come essa è - rendersi conto, l’autocoscienza - secondo la totalità dei suoi fattori… La ragione coglie la realtà sostenuta dall’affettività propria di un giudizio di corrispondenza tra la realtà e il cuore, le esigenze del cuore …Poi entra in gioco la spada della libertà, che può accettare questo (e l’accettazione è amore, afferma l’essere, dice tu), o non accettare (questa è menzogna, perché la logica di questo non accettare è il niente)”.

 

Il contenuto dell’esperienza è la realtà, ma l’esperienza non è, come normalmente tutti ritengono, il semplice provare qualcosa. Ciò che si prova diventa esperienza quando è giudicato dai criteri del cuore: se è veramente vero, se è veramente bello, se è veramente buono, se è veramente felice…

”Ogni esperienza implica l’esperienza elementare, cioè ogni esperienza è giudicata da qualcosa che c’è in essa e che si chiama esperienza elementare. È la percezione inevitabile di ciò che l’uomo in tutte le cose cerca: per la soddisfazione di sé (satisfacere): per essere completo”.

 

L’uomo è educato dall’esperienza, non da ciò che prova. I criteri del cuore, come criteri, sono infallibili. Sono infallibili come criteri, non come giudizi, ci può essere una infallibilità applicata male, o non applicata affatto, addirittura contraddetta, come tante volte ciascuno di noi sperimenta. Ma in ogni circostanza della vita, in ogni momento la realtà fa balzare fuori i criteri del cuore, l’esigenza ultima di essere veramente se stessi. Basta un istante, una delicatissima, ultima possibilità.

 

Facciamo un passo ulteriore. Abbiamo detto che la ragione, coscienza della realtà secondo la totalità dei suoi fattori, rigenera continuamente e utilizza come criterio ultimo che giudica il rapporto tra l’uomo e la realtà che sta sperimentando, principi che sono dentro di lui, il suo cuore.

 

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