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MINATORI CILENI/ Gli psicologi: Intrappolati nella notte senza tempo, rischiano di essere sopraffatti dalle allucinazioni

Pubblicazione:giovedì 26 agosto 2010

minatori-cile-r375.jpg (Foto)

 

DALL’EUFORIA ALLA DEPRESSIONE - Un’analisi con la quale concordano anche gli esperti intervistati dai principali network internazionali. «Per i 33 minatori sarà dura – ha spiegato alla Cnn Davitt McAteer, ex direttore della Mine Safety and Health Administrations del governo Usa -. Il rifugio ha le dimensioni di un monolocale, ed è buio. Ora che è stato stabilito un contatto entrerà un po’ di luce, ma le condizioni sono molto, molto difficili. Ciascuno dei 33 minatori, per il periodo di tempo che resterà sottoterra, oltre alle normali funzioni corporee dovrà essere in grado di gestire anche con un altro livello di problemi, quelli legati all’impatto psicologico. Il fatto che ce l’abbiano fatta per questi 20 giorni è molto positivo. Ma l’euforia di riuscire a stabilire un contatto con la superficie durerà per un paio di giorni, e poi seguirà un lungo periodo di fatica».


STRESS SENZA PARAGONI - E quando qualcuno si sentirà depresso, sarà fondamentale che gli altri facciano il possibile per confortarlo. Ma presto ai minatori saranno inviati anche degli antidepressivi. «Tutti noi abbiamo bisogno e usiamo una certa quantità di spazio fisico e psicologico – ha invece rivelato all’Abc Simon Rego, direttore clinico della Ferkauf Graduate School of Psychology della Yeshiva University di New York -. E come conseguenza dell’essere intrappolati, entrambe queste variabili sono compromesse, oltre ad altre libertà che noi normalmente ci prendiamo dandole per assodate». Tra le altre, la capacità di decidere quando spostarsi da un luogo all’altro e di decidere chi avere a fianco a sé». «I 33 minatori subiranno contemporaneamente quasi tutte le fonti stress possibili e immaginabili», ha dichiarato Barbara Rothbaum, professoressa di Psichiatria alla Emory University School of Medicine di Atlanta. «Queste fonti di stress includono offese, mancanza di attenzione da parte delle altre persone, disagio fisico, assenza di orari quotidiani e lo stress di trovarsi per mesi in locali ristretti con molte altre persone ugualmente stressate».

 

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