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DIBATTITO/ Giuliano Amato: solo il cuore può favorire una legge giusta

Pubblicazione:venerdì 27 agosto 2010

amato_ppianoR375.jpg (Foto)

 

Direi di sì. Non dobbiamo comunque giudicare quella corte in modo troppo unilaterale: in più occasioni, prima di questa sentenza, aveva ritenuto doveroso da parte sua un bilanciamento fra le ragioni del diritto individuale e orientamenti della maggioranza. così è stato nel caso Preminger, in Austria, quando la corte ritenne che non fosse illegittimo il sequestro di un film che offendeva i sentimenti cristiani della maggioranza degli austriaci. Questa sentenza viene utilizzata oggi dallo stato italiano per mettere in dubbio il fondamento sulla sentenza del crocifisso.

 

In Francia la maggioranza ha detto no ad una minoranza vietando il velo integrale nei luoghi pubblici. La laicità negativa francese aveva ispirato l’Europa, ma Sarkozy sembra pensarla diversamente.

 

Sul singolo caso, non ho difficoltà a esprimere la mia stessa contrarietà al velo integrale: mi sembra un modo di precludere il rapporto umano tra la persona che sta dietro il velo e tutte le altre, anche se è stato presentato come un provvedimento di ordine pubblico. Penso che sia un’opinione condivisa da molte donne di musulmane, perché quando venne scritta la Carta dei valori di cui si occupò Carlo Cardia quando io ero ministro dell’Interno (nel 2007, ndr) il punto della Carta contro il velo integrale fu scritto non da Cardia ma da donne musulmane. Questo lo accetto, ma non potrei accettare che il velo come tale venisse vietato.

 

E sul concetto di laicità «alla francese», come spazio pubblico neutro, professore?

 

Sulla laicità francese, cioè sulla definizione di una sfera pubblica asettica nei confronti dei simboli e delle manifestazioni religiose, ho sempre nutrito molti dubbi. Essa infatti esprime una nozione di separatezza nella sfera dei valori che è il frutto perverso di un’altra cosa con la quale ha finito per confondersi, e che è la separatezza della giurisdizione dello stato rispetto a quella di un potere religioso come quello della Chiesa.

 

Come spiega questa confusione ingannevole?

 

Viene dalla disputa storica che i due poteri europei hanno alle spalle. Essa ha generato una separazione tra sfera degli affari civili e sfera religiosa che si è trasmessa alla sfera individuale e implica in sé che un credente si presenti nella sfera pubblica spoglio delle sue principali convinzioni e orientamenti. A mio avviso è una separazione del tutto dissennata, perché potrà valere tra le sfere istituzionali ma non può riguardare i convincimenti, i valori e le visioni della vita. Se sono credente, perché dovrei lasciare la mia fede fuori dalla porta quando si parla di politica?

 

Ma sono le maggioranze che fanno le leggi…

 

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