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SARAH SCAZZI/ Mistero su Facebook: la 15enne rapita aveva tre profili, ma nemmeno un computer

Sarah Scazzi Sarah Scazzi

«C’E’ UNA RAGAZZA PIENA DI SANGUE» - Non mancano neanche le chiamate di allarme risultate poi false. Una telefonata anonima giunta alla centrale del 118 di Brindisi aveva segnalato la presenza di «una ragazza piena di sangue distesa per terra vicino ad una cappella intorno ad Avetrana». Inevitabili e infruttuose anche in questo caso le ricerche dei carabinieri che, con il coordinamento del colonnello Antonio Russo del comando provinciale, stanno catalizzando su questo caso tutta la loro attività investigativa. E alla cronista de la voce di Manduria che le chiedeva se a rapire Sarah potrebbe essere stato qualcuno che l’aveva conosciuta su Facebook, la cugina Sabrina Misseri, 22 anni, ha risposto: «Lo escludo, perché Sarah non aveva un computer e nemmeno io. Alcune nostre amiche avevano creato tre profili di mia cugina, ma erano loro a gestirli tutti. Sarah è ancora una ragazzina che davvero gioca ancora con le bambole».


IL SOSPETTATO - Fatto sta che gli inquirenti danno sempre più credito alla pista del rapimento. Anche se non escludono niente in questa complicata indagine che finora ha spinto forze dell’ordine, familiari ed amici della ragazzina a cercarla ovunque e con ogni mezzo. Carabinieri e polizia nei giorni scorsi hanno continuato a sentire familiari e amici di Sarah. E come scrive La Stampa c’è anche un sospettato, anche se non ancora indagato: si tratta di un trentenne pregiudicato noto in paese come adescatore di ragazzine. Tutti gli amici interrogati hanno confermato le dichiarazioni rese nei giorni scorsi e hanno parlato di una ragazzina tranquilla che non aveva fidanzato o conoscenze sospette. La sua vita era regolare e fatta di frequentazioni con le cugine e lunghi pomeriggi trascorsi al mare. Ed è proprio in spiaggia che Sarah doveva andare con sua cugina Sabrina quando si sono perse le sue tracce. 
 

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