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GUIDO PASSALACQUA/ Da Rold: il mio ricordo del "decano" di Repubblica

Pubblicazione:venerdì 10 settembre 2010

7/05/80 - Passalacqua al Fatebenefratelli di Milano dopo l'attacco delle Br 7/05/80 - Passalacqua al Fatebenefratelli di Milano dopo l'attacco delle Br


Guido ogni tanto ne parlava, con voce piana, come se volesse ancora capire la dinamica e il perché di quella azione condotta da due giovani della costituenda "Brigata 28 marzo", quella che uccise, dopo poco più di un mese, Walter Tobagi. Per comprendere, sotto quella riservatezza e schiettezza, ci fosse tanta umanità, chi scrive ricorda il giorno del funerale di Walter e l'arrivo nella Chiesa del Rosario di Guido Passalacqua che camminava a fatica appoggiandosi su due stampelle.


Il secondo campo di indagine di Passalacqua fu la Lega Nord, quando ancora si chiamava Lega Lombarda e Umberto Bossi "pareva un matto che straparlava". Passalacqua esaminò il fenomeno dal 1984, prima ancora che il "senatur" diventasse senatore della Repubblica. Guido non scrisse mai di fenomeno folkloristico, ma andò a cercare che cosa succedesse nel Nord Italia e soprattutto che cosa ne pensassero i sindacati, che avevano il polso della situazione nelle fabbriche e sul territorio.


Fu Passalacqua ad arrivare per primo a un documento della Fiom lombarda del 1991, dove si affermava chiaramente che gli operai, soprattutto quelli un tempo erano schierati a sinistra e nel Pci, si spostavano lentamente e inesorabilmente sulle posizioni della Lega. Per tutta la prima metà degli anni Novanta, chi scrive ha passato notti e giorni con Guido, sotto la sede leghista, in "vacanze-lavoro" a Ponte di Legno in attesa di una dichiarazione del "senatur", oppure anche a tavola a discutere con Bossi in diverse città italiane e all'estero.


Tutta questa vicenda pubblica, e anche personale, Passalacqua l'ha magistralmente descritta in un libro uscito per le edizioni Mondadori nel maggio del 2009, quando era già gravemente ammalato. Forse per scusarsi del tanto tempo sottratto per lavoro alla sua famiglia, Passalacqua ha dedicato questo libro a suo figlio Tommaso. 



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