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IL CASO/ Perchè se non sei nata in Norvegia non puoi fare figli?

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Per le donne italiane sarebbe meglio essere nate in Norvegia. O almeno così è secondo Riccardo Iacona, che nella puntata di “Presadiretta” intitolata “Senza donne” di domenica scorsa ha fornito un eloquente ritratto della latitanza italiana delle donne dai posti di potere in politica, sul lavoro e in generale nella vita pubblica, accostandola al ruolo da protagonista che al gentil sesso sembra essere riservato nel paese nordico.

 

Additando la via norvegese come quella esemplare da seguire, la trasmissione ha insistito sugli aspetti più noti del suo primato: l’ampia presenza femminile in Parlamento, nel governo, nei consigli di amministrazione, salvaguardata dal meccanismo delle cosiddette “quote”. Ma uguale, se non maggiore considerazione meritano altri aspetti, magari meno “spendibili” in un discorso puramente egualitarista: come quelli legati alla flessibilità lavorativa e alla dedizione familiare.

 

Oltre a una copertura nazionale di asili nido praticamente equivalente alla domanda (che resta l’oscuro oggetto del desiderio nostrano), i lavoratori norvegesi possono contare su una diffusione del part-time tra le più alte al mondo - della quale dalle nostre parti tuttora si parla come di una felice eccezione. Ancora, i genitori lavoratori norvegesi hanno diritto a un congedo di paternità/maternità obbligatorio e retribuito di 9 settimane per le donne e 4 per gli uomini (ma solo se la madre ha lavorato almeno con un part-time al 50%; in caso contrario non è previsto alcun congedo paterno); e facoltativo (e retribuito fino tra l’80 e il 100%) per ulteriori 38 settimane, estensibile a ulteriori 52 non retribuite per ciascun genitore (quindi oltre i due anni di vita del bambino).

 

In altri termini, chi abita a Oslo non si trova di fronte a una scelta obbligata - abbandonare la famiglia o rinunciare al lavoro -, ma a una pluralità di alternative, che consentono di salvaguardare tanto le istanze dei genitori lavoratori, dettate da aspirazioni professionali o da necessità economiche, quanto quelle dei loro figli, cui è consentito restare con madri e padri ben oltre i pochi mesi di vita consentiti dalle politiche familiari italiane.

 

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COMMENTI
13/11/2010 - Norvegia batte Italia 2:0 (Antonio Servadio)

La Norvegia può permetterselo - noi no. Hanno un territorio molto ampio, ricco di risorse naturali, e una popolazione di parecchio inferiore ai nostri numeri. Tra le varie conseguenze c'è anche -banalmente- una maggiore semplicità di tutto. Se interviene un buon governo ecco che ci appare come un mezzo paradiso. Molto più difficile qua da noi. In appendice: gli studenti apprendono normalmente ben più di 2 lingue straniere a scuola. Però conosco norvegesi che se ne stanno felicemente ad abitare in Italia, dove discettano su come le cose vadano male qua da noi ma non hanno nessuna intenzione di tornare a vivere a casa propria, per il clima molto freddo, per il lungo e buio inverno, per le poche persone che si hanno intorno, l'isolamento, la lontananza da tutte le città Europee principali.

 
28/09/2010 - e ? (verena eccel)

forse considerazione meriterebbero anche certi aspetti dell'Italia, sicuramente molto meno spendibili, ma forse più importanti perchè sono il nostro unico punto di partenza. Cosa dire dell'articolo 9, e anche della possibilità in caso di figlio disabile, di stare a casa un certo tempo percependo lo stipendio che poi l'inps rimborsa al datore di lavoro? Cose che non vengono usate.leggi e cioè diritti, ignorati. Da giovane donna Italiana, "invidio" le Norvegesi, ma non penso la soluzione sia desiderare di essere Norvegese o che altro. Sarebbe che l'Italia imparasse dalla Norvegia. La differenza tra noi e loro? Essere informati su "se stessi". Sappiamo mille cose su cosa c'è altrove e su come funziona bene.Ma non sappiamo poi quasi niente, di quello che ci sarebbe da noi e che vergognosamente non viene usato. Dopo aver visto la puntata ho chiesto in giro ad amici e parenti se ne sapevano qualcosa delle due opzioni citate sopra..Risultato? Cose che ignoravano totalmente. I datori di lavoro avranno un atteggiamento sbagliato, ma quello di molte persone non è che sia molto più produttivo..se non quasi "autolesionista". Sarebbe carino ogni tanto, trovare così tanti articoli che informassero su certe cose che ci sono da noi, per sapere come usarle e svilupparle e iniziare da qualcosa ecc, e non solo attraenti fotografie di posti belli e lontani...