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GHEDDAFI/ Quegli appelli poco "musulmani" che fanno male all'islam moderato

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Anche dopo la partenza di Muammar Gheddafi rimane una certa amarezza accompagnata da un po’ di rabbia. La sensazione è quella di aver subito un’umiliazione. Come donna araba, venendo dal Maghreb, ero abituata alle piazzate folkloristiche del signor Gheddafi, ma lì si trattava di un altro contesto i cui attori erano tutti musulmani e/o africani. E sappiamo bene quali siano i suoi progetti - unilaterali - per la conquista del continente africano. Restano dei coni di ombra su cui deve essere gettata luce, perché esternazioni come quelle cui siamo stati costretti ad assistere, in cui Gheddafi auspicava che l’Islam dovesse diventare la religione di tutta l’Europa, hanno il sapore spocchioso di un grave atto di arroganza e ignoranza nei confronti dell’Italia e dell’Occidente cui non vogliamo più assistere.

 

Ben vengano gli accordi economici e i trattati di amicizia tra l’Italia e la Libia, così come d’altronde è sempre accaduto con altri Paesi arabo-musulmani come l’Arabia Saudita, la Siria, il Kwait, la Giordania, il Marocco. L’Italia deve considerare di aver svolto un buon lavoro per essere riuscita a stipulare un accordo strategico e di assoluto rilievo economico che, al di là del risarcimento dovuto all’ex colonia, apre le porte degli investimenti alle imprese italiane e ai grandi gruppi industriali e finanziari con la possibilità di stipulare future partnership di alto profilo. A questo aspetto la stampa ha dato grande rilievo, come hanno ben spiegato sia il Foglio, sia l’editoriale di Mario Sechi apparso su Il Tempo. Il governo italiano ha il grande merito di averlo portato a compimento e su questo non ci sono dubbi.



In un’intervista pubblicata su Avvenire, padre Samir Khalil Samir, gesuita di origini arabe e islamologo di fama internazionale, ha messo in guardia su quelle stesse affermazioni, invitando a prenderle sul serio. Al di là dei dati e delle previsioni demografiche, c’è da considerare l’importanza simbolica e il valore mediatico delle dichiarazioni su un presunto futuro islamico dell’Europa del leader libico che ieri ha lanciato una vera e propria sfida nel cuore della Cristianità. Ha ragione Samir a chiedersi e chiedere: “qual è l’Europa che vogliamo? Ha un valore e un’influenza solo economica?”.

 

L’ipotesi di reislamizzare il vecchio continente non è una novità, risale agli anni ’30 del Novecento e rappresenta un disegno degli estremisti che, da allora, hanno sempre trovato la via, la maniera o l’appoggio per avanzare. Ma chi conosce correttamente il Corano sa anche che l’Islam autentico nutre rispetto per le altre religioni e per i loro messaggeri: consiglio a Gheddafi in proposito di leggere il versetto 285 dell’ultima Sura della Vacca. Per questo chi non riesce a mostrare il rispetto dovuto e predicato per le altre religioni non può essere un buon musulmano.

 

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03/09/2010 - Appellare al Padre nostro. (claudia mazzola)

L'Europa per salvarsi ha bisogno di un credo, ecco, mi permetto di suggerirlo io: Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, ... Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre ...