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GHEDDAFI/ Quegli appelli poco "musulmani" che fanno male all'islam moderato

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

 Ecco allora che l’economia è una cosa e le questioni culturali sono altra. Come ha scritto qualcuno, “sottovalutare la dimensione culturale è come smarrire la strada verso la storia, verso la memoria”. Così fino ad oggi ha fatto l’Europa con la schiera di intellettuali che si sono opposti a inserire nel testo della Costituzione Europea il riferimento sacrosanto alle sue radici cristiane, chiudendo gli occhi su quello che è stato l’humus delle sue fondamenta culturali. E’ necessario un profondo esame di coscienza, un atto di mea culpa per aver deliberatamente voluto negare il percorso storico-culturale di un continente impregnato e sostanziato della cultura cristiana. L’Europa deve assumersene la piena responsabilità!

 

E’ necessario riflettere bene sull’ingresso della Turchia nell’Ue e sulle sue relative implicazioni. Si tratta di un Paese il cui leader tenta da tempo di abbattere le fondamenta laiche erette da Kemal Ataturk, che ammicca sempre più vistosamente ad imbarazzanti alleanze con l’Iran di Ahmadinejad, che deve ancora fornire risposte adeguate alle condizioni poste per il suo ingresso in Europa, che si è sempre rifiutato di ammettere la responsabilità del genocidio armeno e che si ostina a non voler riconoscere la sovranità di Cipro, Stato membro della stessa Ue. Un Paese le cui porte vengono di giorno in giorno schiuse sempre di più a un certo estremismo.

 

L’Italia e l’Europa hanno subìto un ricatto palese: 5 miliardi di euro l’anno affinché il vecchio continente non si ritrovi nero come l’Africa. Gheddafi ha persino chiesto al governo italiano di farsi portavoce della sua richiesta a Bruxelles, trattando di fatto i suoi neo-alleati come propri sudditi. Il colonnello vorrebbe estendere la sua sfera di influenza su tutta l’Africa, come sta provando a fare da anni, senza successo. Non si può permettere che egli ne diventi il suo Leone. Bisogna invece agire in loco, aiutando i popoli del Continente attraverso accordi governativi, attraverso la cooperazione, rivitalizzando la società civile come fanno Spagna e Francia con il Marocco, la Tunisia, o altri Paesi, per fare in modo che gli uomini e le donne africani non abbiano più la necessità di abbandonare la propria terra. Il “Re Leone”, colui che si è autodefinito “leader dei leader arabi, re dei re dell’Africa e imam dei musulmani”, deve farsene una ragione.

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COMMENTI
03/09/2010 - Appellare al Padre nostro. (claudia mazzola)

L'Europa per salvarsi ha bisogno di un credo, ecco, mi permetto di suggerirlo io: Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, ... Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre ...