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Cronaca

FALSI POVERI/ Multe salate per chi ha ricevuto i bonus senza essere indigente

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Come sottolinea la circolare Inps, l’obiettivo è «trasformare la banca dati Isee, che contiene attualmente la situazione reddituale e patrimoniale dei nuclei familiari del soggetto che presenta la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), in una banca dati dei beneficiari delle prestazioni sociali agevolate». Questi dati «sono trasmessi in forma anonima al ministero del Lavoro e delle politiche sociali ai fini dell’alimentazione del Sistema informativo dei servizi sociali». E’ prevista inoltre «la stipula di una convenzione tra l’Inps e l’Agenzia delle entrate per disciplinare le modalità attuative e le specifiche tecniche per lo scambio delle informazioni necessarie a far emergere» i falsi poveri, cioè «i soggetti che, a causa del maggior reddito accertato in via definitiva, non avrebbero potuto fruire o avrebbero fruito in misura inferiore delle prestazioni sociali agevolate».

 

Una volta scoperti i falsi poveri l’Inps comunicherà «agli enti erogatori l’esito degli accertamenti relativi ai soggetti che risultano aver beneficiato della prestazione sociale agevolata, affinché gli enti recuperino l’eventuale vantaggio indebitamente conseguito». Sanzionandoli inoltre con multe tra i 500 e i 5mila euro. E la stessa pena pecuniaria, in quanto falsi poveri, sarà «applicata anche a coloro per i quali emerga, dallo scambio di informazioni tra Inps ed Agenzia delle entrate, una discordanza tra il reddito indicato nella Dsu e quello dichiarato ai fini fiscali».

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