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SARAH SCAZZI/ La 15enne aveva studiato la fuga nei dettagli. E dal profilo psicologico emerge una doppia personalità

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Sarah Scazzi  Sarah Scazzi

Emergono nuovi particolari sulla scomparsa di Sarah Scazzi. Mentre a scuola il suo banco rimane vuoto, gli inquirenti raccolgono le testimonianze di chi le stava vicino. In particolare le conversazioni con una cugina avvalorano l’ipotesi dell’allontanamento volontario: «Voglio diventare famosa», avrebbe detto online. I genitori però non vogliono credere alla possibilità di una fuga e la madre rivolge un appello a Giorgio Napolitano.
 

DOPPIA PERSONALITA’ - Ma resta il fatto che la 15enne sembrava avere due personalità. Da una parte l’adolescente timida, riservata, segnata da una profonda malinconia che la spingeva a piangere improvvisamente. Dall’altra la ragazza determinata, smaliziata, furba e decisa. Una 15enne così lucida da pensare da tempo a una fuga e da progettarne tutti i dettagli: il taglio e il colore dei capelli o persino la fotografia da far mettere sul volantino delle sue ricerche. Anche se non è detto che tutto sia andato come lei aveva immaginato.

«Purtroppo», aggiunge un vecchio investigatore. I carabinieri del Racis consegneranno al procuratore di Taranto, Franco Sebastio, la nuova perizia nella quale verrà tracciato un profilo psicologico della ragazzina. Per questo gli esperti hanno ascoltato per tutto il pomeriggio la cugina Sabrina e il pasticciere Antonio, che con lei aveva chattato più volte con la webcam. Per questo si stanno analizzando i diari e i temi, si stanno studiando a uno a uno i profili che Sarah aveva aperto o fatto aprire alle sue amiche su Facebook. Al momento quello che appare certo agli investigatori è che la ragazza avesse assolutamente voglia di fuggire da Avetrana.

 

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