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SARAH SCAZZI/ La 15enne aveva studiato la fuga nei dettagli. E dal profilo psicologico emerge una doppia personalità

Sarah Scazzi Sarah Scazzi

Di tutto questo suo voler fuggire la cosa che più preoccupa gli inquirenti è evidente: se lei era così determinata nell'intenzione di andarsene da parlarne a qualsiasi sconosciuto contattato magari una volta sola, se con Antonio si è mostrata con la webcam dopo due giorni, potrebbe aver fatto conoscenze pericolose seguendo lo stesso percorso con chissà chi. Potrebbe aver fissato un appuntamento facendosi incantare da promesse di fuga. Oppure potrebbe aver dato a qualcuno senza volerlo le indicazioni sul come e dove farsi trovare esattamente.


Per non parlare di un altro dettaglio importante: il caricabatteria del telefonino di Sarah Scazzi non si trova. Lo hanno cercato i carabinieri del Reparto operativo che, in tre momenti successivi, sono andati a casa della ragazza. Come scrive la Gazzetta del Mezzogiorno, i militari in borghese diretti dal capitano Nicola Abbasciano hanno rovistato nei cassetti, cercato sulle mensole e tra i libri della 15enne scomparsa ormai da 12 giorni. Del caricabatteria non c’è traccia. Perché? Sarah potrebbe averlo portato con sé nello zainetto insieme con il telo da mare. Ma se doveva andare, appunto, al mare con la cugina Sabrina che l’attendeva in via Grazia Deledda, che motivo avrebbe avuto la 15enne per infilare nella borsa il caricabatteria?