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Cronaca

SARAH SCAZZI/ La 15enne aveva studiato la fuga nei dettagli. E dal profilo psicologico emerge una doppia personalità

Sarah ScazziSarah Scazzi

Il fatto che l’alimentatore non si trovi ravviva i dubbi di chi crede in una fuga volontaria. E anche se non basta la mancanza di un caricabatterie da telefonino a legittimare da sola questa ipotesi, Sarah non avrebbe portato con sé null’altro oltre a un telo da mare e, per esempio, nemmeno un centesimo o un documento di riconoscimento. La sua carta di identità infatti è rimasta in fondo a un cassetto. La ragazzina, che come più volte confermato anche dai parenti, ascoltava spesso la musica sul cellulare, forse temeva che l’apparecchio si scaricasse e, per questo, avrebbe potuto mettere in borsa anche l’alimentatore.

Intanto, dopo l’inizio dell’anno scolastico, nella II A dell’Alberghiero di Maruggio è rimasto un posto vuoto, quello di Sarah. E proprio dalla scuola, sostiene Il Giornale, stanno affiorando nuovi particolari sulla personalità della 15enne. Il preside, Maurizio Schirone, rivela che dal test emergeva «una difficoltà a relazionarsi con la madre, e una certa aggressività nei suoi confronti». «Sara aveva invece – prosegue l’insegnante – come modello di riferimento il fratello, perché era da anni che aveva lasciato il paese di origine». Ma non è tutto, perché il preside racconta anche di un compito in classe di Sara; si trattava di improvvisarsi giornalisti e preparare un articolo su un tema libero e lei scrisse dell’omicidio di una donna: inizialmente veniva incolpato il figlio mentre in realtà il responsabile era il marito.