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PAPA/ Magister: educazione e libertà religiosa, la "scommessa" di Benedetto

Benedetto XVI (Ansa) Benedetto XVI (Ansa)

«Non è un caso che poco dopo si menzionino la Cina e Cuba. È il richiamo inevitabile alle ideologie di matrice marxista, che sopravvivono oggi in particolare in quei due paesi, ma anche in altri stati del sudest asiatico, come il Vietnam».

Il Papa esorta a tutelare la libertà di educazione da «progetti di legge che rischiano di creare una sorta di monopolio statale in materia scolastica», come avviene in America latina. È soltanto una sfida del Sudamerica?

«No, e infatti l'esortazione di Benedetto va poi a “tutti i governi”. Ma il richiamo all’America latina, che giunge inatteso, si spiega col fatto che in quei paesi si sta verificando, con qualche anno di ritardo, un fenomeno tendenziale già visto in Europa e nel Nordamerica: l’ingresso prepotente, negli istituti politici e nelle regole, di una cultura che in campo bioetico sostiene l’aborto, l’eutanasia, la fecondazione artificiale in tutte le sue forme più estreme ed artefatte. Insieme a questo c’è il fenomeno di una rivalsa dello Stato in nome dell’educazione pubblica, specialmente in alcuni paesi dell’America latina, di cui la Chiesa è molto preoccupata. Ma c’è un altro punto in cui il Papa fa riferimento alla scuola».

Ritorniamo dunque in Medio oriente...

«Il Papa incoraggia “ad accompagnare la piena tutela della libertà religiosa e degli altri diritti umani con programmi che, fin dalla scuola primaria e nel quadro dell’insegnamento religioso, educhino al rispetto di tutti i fratelli nell’umanità”. È un richiamo a purificare l’educazione scolare, specie negli anni iniziali dell’insegnamento, da forme di ostilità nei confronti di persone appartenenti ad altre fedi. Non è un mistero che ad esempio i libri di testo in uso nelle scuole dei territori occupati siano di una violenza inaudita contro gli ebrei».

Dobbiamo attenderci di trovare sui giornali  dei servizi centrati sul problema dell’educazione sessuale?

«Temo di sì, perché qualcosa del genere è appena avvenuto con i lanci e i primi servizi sui quotidiani online, come hanno fatto Corriere e Repubblica. Che hanno preso un tema sì presente nel discorso papale, ma facendone quasi l’emblema dell’intero discorso».

 

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