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PAPA/ La santità vive nella storia: così Benedetto sfida i critici di Giovanni Paolo II

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Giovanni Paolo II (Imagoeconomica)  Giovanni Paolo II (Imagoeconomica)

È questa testimonianza, “lode della grazia divina che risplende nelle sue virtù”, che Benedetto XVI riconosce con il rito della beatificazione. È questa la testimonianza che rimane nel tempo, quella che conforta e sorregge la fede dei semplici.

Di tutto il resto gli storici della Chiesa, laici e cattolici, disquisiranno a lungo. È prevedibile, ad esempio, che da qui al primo maggio sulla stampa internazionale usciranno maliziosi articoli che porranno la questione dell’appoggio dato da papa Wojtyla ai Legionari di Cristo, il cui fondatore conduceva una scandalosa doppia vita su cui toccò allo stesso cardinale Ratzinger indagare, sfidando omertà e connivenze. Altri cercheranno  di dimostrare che il papa polacco, tutto proiettato verso l’esterno, con i suoi appassionati viaggi internazionali, forse non si accorse come doveva della “sporcizia” che si depositava all’interno della casa di Dio, con la piaga della pedofilia del clero e l’opacità delle operazioni finanziarie condotte all’ombra del cupolone nello Ior. Forse un giorno comparando i due pontificati si arriverà alla conclusione che, proprio su questo terreno, più decisa e provvidenziale fu l’azione riformatrice di Benedetto XVI.

Ma tutto questo, in ogni caso, renderà solo più vero quanto il venerabile Karol Wojtyla insegnava dieci anni fa, e cioè che la Chiesa beatificando un suo figlio diventato papa non sacralizza ogni sua scelta operativa ma riconosce con gratitudine l’evidenza dell’opera di Dio nella sua vita.
 



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COMMENTI
17/01/2011 - Questa notizia è una gioia. (claudia mazzola)

Mi ricordo nel 2005, il giorno della morte di Giovanni Paolo II, io mi stavo avvicinando alla Chiesa ed ero da poco innamorata del Papa. Avevo acceso una candela per lui, ebbene incredibile la fiammella si è spenta proprio nel momento in cui hanno detto che era spirato.