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IL CASO/ Quei bambini lasciati morire per colpa delle "opinioni"

Pubblicazione:martedì 18 gennaio 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Dopo la bocciatura da parte del Tar della Regione Lombardia delle linee-guida sull’applicazione della legge 194, ci uniamo alla preoccupazione del prof. de Curtis (Corriere della Sera del 6 gennaio), Professore Ordinario di Pediatria dell’Università La Sapienza, per esigere linee-guida per la rianimazione dei neonati, nonché a quelle del sottosegretario alla sanità, Eugenia Roccella, per l’impegno a farle prontamente.

 

Le linee-guida della regione Lombardia al proposito sono state “bocciate” dal Tar di quella Regione e a questo punto come medici in molti siamo seriamente preoccupati. Perché è un fatto di semplice buon senso che non si lasci all’improvvisazione e ai “secondo me” la decisione sulla vita dei bambini. Ma avete idea di come si senta la spada di Damocle sul capo chi va in sala parto, si trova davanti un bambino molto prematuro che rischia di morire e se vive rischia di avere una indeterminata disabilità, e deve decidere in un attimo se assisterlo o meno, rischiando oltretutto di essere denunciato invece di essere lodato per averlo salvato?

 

Certo, se si nasce troppo presto, quando i polmoni non sono assolutamente pronti, allora non c’è niente da fare - ma comunque sarebbe sempre bene prevedere un trattamento umano di questa morte, e un umano trattamento delle spoglie: ci sono già leggi apposta, basta applicarle. Ma se c’è anche una chance, noi siamo del partito di chi crede che vada tentata: potrebbe essere inefficace, ma non pensate che ognuno abbia diritto a una possibilità di vita e che questa vada basata su dati certi, per non accanirsi inutilmente, ma anche per non abbandonare chi potrebbe vivere?

 

I bambini nascono prematuramente anche “grazie” alle nuove mode di farli in età avanzata. E potrebbero nascere prematuramente se si esegue un aborto tardivo. Forse non tutti sanno che con il cosiddetto aborto terapeutico, spesso si nasce vivi e si muore in un tempo variabile, perché avviene né più né meno come un parto, che se eseguito quando i polmoni non sono pronti lascia il bambino morire asfissiato o per blocco cardiaco conseguente.


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