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BATTISTI/ L'esperto: l'Italia poteva risparmiarsi di "aiutare" Lula

Pubblicazione:mercoledì 19 gennaio 2011

Cesare Battisti, condannato all'ergastolo per 4 omicidi (Ansa) Cesare Battisti, condannato all'ergastolo per 4 omicidi (Ansa)

Il Brasile può rifiutare l'estradizione se ha serie ragioni per ritenere che Cesare Battisti sia sottoposto ad un trattamento di questo tipo. Se il Brasile continua a sostenere questo punto, secondo me, ha manifestamente torto, perché non esiste alcuna ragione seria per ritenere che Battisti in Italia sarà sottoposto ad atti persecutori. L’Italia è uno Stato democratico che rispetta generalmente gli standard di tutela dei diritti dell’uomo, e non vedo come il Brasile possa sostenere questa tesi.

Ma allora a cosa potrebbe appellarsi il Brasile per negare l’estradizione?

Maggiori problemi possono derivare dal punto e) dell’articolo che le ho citato. Secondo questa norma il Brasile può rifiutare l’estradizione “se il fatto per il quale è domandata è considerato dalla Parte richiesta reato politico”.

Cesare Battisti è un ex militante dell’estrema sinistra e dovrebbe scontare l’ergastolo per 4 omicidi.

Da almeno un secolo si discute su che cos’è reato politico. Intanto l’accezione di reato politico rientra pressoché in tutti i trattati internazionali. Per alcuni esso è un reato oggettivamente politico, cioè si rivolge contro beni di carattere politico: un attentato al Parlamento, per esempio. Secondo altri il reato è tale se è soggettivamente politico, cioè se è commesso dalla persona per fini politici. E questa seconda definizione è estremamente più ampia, perché se rapino una banca non è un reato oggettivamente politico, ma potrebbe essere soggettivamente politico se lo faccio per finanziare un’organizzazione terroristica.

Quindi esiste reato politico solo se si fa cadere il caso Battisti nel secondo caso...
 


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