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BATTISTI/ L'esperto: l'Italia poteva risparmiarsi di "aiutare" Lula

Cesare Battisti, condannato all'ergastolo per 4 omicidi (Ansa) Cesare Battisti, condannato all'ergastolo per 4 omicidi (Ansa)

Assolutamente no, e per una serie di motivi. Innanzi tutto, il Brasile non è parte della Convenzione europea. In secondo luogo, si può ricorrere alla Corte di Strasburgo quando vi sia una violazione dei diritti dell’uomo. In questo caso, il Brasile sta violando un trattato di estradizione ma non sta violando i diritti dell'uomo garantiti dalla Convenzione europea. Ciò esclude anche una violazione della Convenzione americana dei diritti dell’uomo. Qui non sono i questione i diritti umani, ma una trattato bilaterale.

La Commissione europea, interpellata dall’Italia, si è mostrata fredda. La questione può non essere di interesse europeo?

Non è di interesse europeo. L’Unione europea ha delle competenze, ma non in questo caso. Il Brasile non sta violando un trattato con l’Unione europea, ma un trattato bilaterale con l’Italia e questo esclude un intervento dell’Unione. Ovviamente, l'Unione rimane libera di effettuare passi informali, senza aver però un titolo giuridico a pretendere l'esecuzione del trattato.

Se il Brasile affermasse di essere intenzionato a tenere nelle proprie carceri Battisti per fargli scontare la pena in Brasile, l’obbligo di estradare cadrebbe?

Cadrebbe se vi fosse un procedimento penale in Brasile per lo stesso fatto per cui Battisti è stato condannato in Italia. Si tratta di capire se secondo il diritto penale brasiliano il Brasile ha la giurisdizione per quei fatti. Ho qualche dubbio, perché sono fatti commessi all’estero, da un cittadino straniero e contro cittadini stranieri.

Secondo lei che cosa insegna all’Italia tutta questa vicenda?

È una valutazione complessa. In primo luogo, l’Italia dovrebbe ragionare seriamente in termini di diritti internazionali: andare a vedere qual è l’obbligo concreto che grava sul Brasile in questo caso, invocare il trattato di estradizione nella maniera giusta, al momento giusto. Insomma percorrere le vie che il diritto internazionale indica.  Da un punto di vista politico, il diniego di estradizione, sostanzialmente privo di motivazione, appare un atto politicamente assai grave.

Il nostro paese ha sbagliato qualcosa?