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PAPA/ L'udienza al personale della Questura di Roma: "Indeboliti principi etici"

Le parole del Pontefice su etica e moralità nel discorso di oggi al personale della Questura

Benedetto XVI Benedetto XVI

L pontefice, ricevendo in udienza il personale, funzionari e dirigenti, della Questura di Roma, ha fatto riferimento alle ben note vicende di questi giorni che interessano il capo del governo italiano.

Ha denunciato una situazione "acuita anche da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza". Intanto il cardinale Bagnasco ha annunciato che lunedì prossimo la conferenza dei vescovi si occuperà del caso Ruby. Il Papa nel suo discorso di oggi ha poi parlato di "senso di insicurezza" e "precarietà sociale ed economica".

"Questi mutamenti - ha detto il Papa nell'udienza alla Questura - generano talvolta un senso di insicurezza, dovuto in primo luogo alla precarietà sociale ed economica, acuita però anche da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza". "Il nostro mondo, con tutte le sue nuove speranze e possibilità, - ha proseguito - è attraversato, al tempo stesso, dall'impressione che il consenso morale venga meno e che, di conseguenza, le strutture alla base della convivenza non riescano più a funzionare in modo pieno. Si affaccia pertanto in molti la tentazione di pensare che le forze mobilitate per la difesa della società civile siano alla fine destinate all'insuccesso. Di fronte a questa tentazione, noi, in modo particolare, che siamo cristiani, abbiamo la responsabilità di ritrovare una nuova risolutezza nel professare la fede e nel compiere il bene, per continuare con coraggio ad essere vicini agli uomini nelle loro gioie e sofferenze, nelle ore felici come in quelle buie dell'esistenza terrena".



COMMENTI
21/01/2011 - principi etici (maria schepis)

Il richiamo del Papa non è un mero invito moralistico ma giunge opportuno in un momento in cui il principio stesso di etica è fortemente misconosciuto.I fatti di cui è protagonista Berlusconi altro non sono che una esternazione e una condivisione della sua televisione,che è divenuta la principale agenzia educativa del nostro paese.Veline,meteorine e quant'altro sono il raggiungimento di un benessere materiale,ottenuto in breve tempo,senza fatica e,usando strumenti che certamente sono lesivi della dignità di donne ed uomini che vi ricorrono.In questi ultimi anni la guardia si è abbassata sempre più ,il relativismo etico ha sopraffatto tutti,sono venuti rispetto,dignità,decoro.Avvenimenti esecrabili ci hanno lasciato più o meno indifferenti,e tutti dallo stato,alla scuola,ai media,alla famiglia e,ahimè!alla chiesa,hanno abiurato ,spesso,il proprio ruolo educativo.Il vuoto è stato colmato dalla pessima televisione e i risultati li abbiamo sotto gli occhi.Lo squallore di questi giorni non aggiunge nulla di nuovo al degrado morale cui ci siamo assuefatti,forse un attento esame di coscienza potrebbe aiutarci ad individuare la strada da cui riprendere il nostro cammino.