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IL CASO/ Da Firenze a Varese, prove generali di eutanasia?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica


Evidentemente, altrimenti di cosa si sta parlando da quasi tre anni in Parlamento? 

 

Ma queste sentenze non rappresentano un nuovo trend giurisprudenziale, come intendono gli stessi giudici che le hanno emesse?

Perché possa parlarsi di “trend giurisprudenziale” occorre un orientamento univoco e confermato dai giudici di grado superiore, appello e cassazione. Oggi siamo fermi ad un paio di decisioni di giudici tutelari davanti a centinaia di decisioni di tribunali che applicano quotidianamente l’amministrazione di sostegno solo per la cura della persona e per l’amministrazione e la conservazione del patrimonio, come del resto sembra ovvio. Il vero trend giurisprudenziale è ancorato alle decisioni dei giudici di legittimità che – salvo il caso Englaro - ritengono valido il dissenso preventivo ad un trattamento sanitario solo in presenza della doverosa, completa, analitica informazione sul trattamento nell’attualità dell’evento patologico e, dunque, la devoluzione di tale decisione ad un soggetto terzo – tutore o amministratore di sostegno che sia – è impraticabile.

 

Eppure i radicali promuovono spot pro-eutanasia e c’è chi dice che la percezione della società italiana verso l’eutanasia stia cambiando e, dunque, i giudici si adeguano a questa nuova realtà.



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