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Cronaca

SCENARIO/ Vecchi (Corriere): ai partiti (e ai pm) Bagnasco preferisce l’educazione

Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa)Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei (Ansa)

Deriva dalla preoccupazione di evitare l’accusa, che sarebbe infondata, di una reprimenda strettamente moralistica. La «disciplina e onore» di cui parla la Costituzione sono un valore che vale per tutti, cattolici e non, esattamente come la sobrietà del mandato politico che Bagnasco difende è un comportamento morale che non vale solo per i credenti, ma che ha una base razionale. Un riferimento fatto a ragion veduta.

Che cosa intende dire?

La Cei in questi giorni ha volutamente mostrato una forte sintonia con quanto ha detto il presidente Napolitano. E non è un caso che le parole del Quirinale siano state citate anche dal cardinale Bertone...

Ha detto che Bagnasco ha fatto un discorso equilibrato. Secondo lei quanto pesa la preoccupazione di prevenire divisioni politiche nella gerarchia e nel mondo cattolico, in senso pro- o contro- Berlusconi?

Bagnasco ha fatto lo sforzo di fare sintesi. È perfettamente consapevole che tra i cattolici, e tra gli stessi vescovi, ci sono posizioni differenti e al tempo stesso un disagio crescente. Il rischio di divisioni, su questa vicenda, c’è eccome. Doveva mostrare di conservare la barra diritta, con un discorso calcolato, limato, che potesse tenere insieme tutte le preoccupazioni e quindi tenere insieme la Chiesa partendo da un’analisi di ampio respiro, legata alla fase che vive il paese come «comunità di destino», per usare ancora le sue parole.

Un approccio non nuovo per il cardinal Bagnasco.

Infatti. Già in altre occasioni aveva rilevato che il paese è bloccato nei suoi meccanismi decisionali, paralizzato dallo scontro, mentre la gente che fa sacrifici e lavora chiede a chi  governa uno scatto in avanti. La Chiesa non può, dice Bagnasco, non farsi carico di queste istanze. Si ricorda quando nel novembre scorso disse che non era più tempo di «galleggiare»? Mi pare di poter dire che sotto ci sia un giudizio molto severo: la classe politica non risponde agli sforzi che il paese invece sta facendo.

Secondo lei quest’ultimo discorso del presidente dei vescovi avrà degli effetti?
 


COMMENTI
26/01/2011 - Bilancino sbilanciato (Carlo Martinelli)

Vorrei soffermarmi sulla relazione del Card. Bagnasco relativa alle polemiche in corso in Italia. E' vero che essa ha deluso chi si aspettava una " scomunica " del Cavaliere, però si è troppo sbilanciata verso una parte sola, come mi sembra lasci ben intendere anche il servizio di Adalberto Signore a pag. 6 de " il Giornale " del 25.01.2011. L'affondo del Presidente della CEI sul premier è molto palese e ripetitivo e sarà usato dal PD nella sua annunciata raccolta di firme a sostegno dell'art. 54 della Costituzione contro il Cavaliere, come preannunciato da Bersani ( sobrietà nel mandato politico ). La relazione è manchevole di coraggio nella denuncia dei torti subiti da Berlusconi, a parte la debole, timorosa, criptica frase che dice: " qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l'ingente mole di strumenti di indagine " ( messa in atto dai magistrati inquirenti, n.d.r. ). Giustamente Adalberto Signore definisce l'affermazione della consistenza di " un poco più di un placebo ". Andava fatto un chiaro accenno di biasimo all'orrore dell'attuale " gogna mediatica " e al rispetto del calpestatissimo " segreto istruttorio ", caposaldo della civiltà di un Paese. Peccato, Eccellenza. Noi però siamo caritatevoli e rinnoviamo la nostra fede e la nostra speranza in una prossima occasione.