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Cronaca

IL CASO/ 2. Lalita, suicida a 9 anni perchè malata: l'amara eredità del '68?

Come può una bambina di nove anni suicidarsi perché malata? CARLO BELLIENI lo racconta a ilsussidiario.net

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Lalita, una bambina di 9 anni si è gettata il 19 gennaio dalla finestra in una cittadina del sud della Francia, vicino all’antica Lione. Si è suicidata perché era malata di diabete. Nove anni. Ha scritto su un foglio di “averne abbastanza” e si è gettata nel vuoto. Triste imitazione di quanto invece negli adulti viene magnificato come atto “responsabile”, “nobile”, “autodeterminato”: vi ricorda niente tutto questo? Il diabete non è una malattia grave: ma di fronte alla “sacra” autodeterminazione, chi può oggi sindacare?

Sin da bambini oggi si impara che l’autodeterminazione può rendere terribili le malattie curabili (basta che ci abbiano messo abbastanza paura): si può abortire per un nonnulla e ci si può far suicidare solo perché se ne “ha abbastanza” della vita (succede). E “Ne ho abbastanza!” è proprio quello che Lalita ha scritto nel foglio di addio! Parole sentite, ripetute all’infinito nei telegiornali, dove si spiega che non importa il parere dei medici, ma se tu ne “hai abbastanza” tu sei l’ultimo tribunale per decidere quando terminare la vita. Tutto da discutere, da approfondire, da capire con pietà e senza steccati. Ma che arriva agli orecchi di una bambina. E tira le conclusioni.

Ma da dove viene tutta questa maniacale ansia di parlare solo di morte quando si parla di etica? Mania che genera cultura; cultura che genera comportamenti. Il dramma vero è questa “ideazione catastrofica” come la chiamano gli psichiatri, che si diffonde: non si insegna più ad affrontare la vita, ma si magnificano le vie per fuggire. Albert Ellis (1913-2007), uno dei padri della psichiatria contemporanea, identificava proprio in questo l’origine di molte psicosi: che da un evento grave si arrivasse per via di un ragionamento irrazionale ad una conseguenza sproporzionata. Era da lui chiamato “ABC”: Evento Attivante (A), attraverso un ragionamento o Irrational Belief (iB) porta una Conseguenza abnorme (C). La cura è sostituire al ragionamento irrazionale uno razionale. Ed è significativo vedere alcuni esempi di quelli che sono per Ellis i ragionamenti irrazionali da curare:

· Idea Irrazionale numero uno: un adulto ha l’imperiosa necessità di essere amato e approvato da quasi tutti in quasi tutto ciò che fa.

· Idea Irrazionale numero quattro: è terribile, orrendo e catastrofico che le cose non marcino nel modo che uno vorrebbe che marciassero.

· Idea Irrazionale numero sei: se qualcosa è o può essere pericoloso o temibile, l’individuo deve preoccuparsene moltissimo e deve sentirsi sconvolto.

· Idea Irrazionale numero sette: è più facile sfuggire a molte difficoltà e responsabilità della vita che mettere in pratica forme di autodisciplina più soddisfacenti.


COMMENTI
26/01/2011 - volontà di potenza =autodeterminazione (attilio sangiani)

il vero "maestro" del '68 mi pare sia il filosofo dell'"oltreuomo", nihilista; completamente privo di punti oggettivi di riferimento per scoprire il senso della vita e per il proprio comportamento,quindi senza alcuna "etica";narcisista e racchiuso su sè stesso. Indovinate come si chiama questo "maestro" ? Altro indizio: morto pazzo nel 1900,dopo undici anni da quando manifestò chiaramente il suo stato mentale,a Torino,dove in strada abbracciò disperatamente un cavallo.... La sorella ,vissuta fino al 1935,lo fece diventare il "pedagogo" della gioventù nazista... Per chi non lo avesse ancora scoperto : si tratta di F.W.Nietzsche.