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BAGNASCO/ 1. Vittadini: educarsi al possesso più vero

GIORGIO VITTADINI torna sulle parole pronunciate dal cardinale Angelo Bagnasco nel corso della prolusione al Consiglio episcopale permanente della Cei

Il cardinale Angelo Bagnasco durante la prolusione di lunedì scorso (Foto Ansa) Il cardinale Angelo Bagnasco durante la prolusione di lunedì scorso (Foto Ansa)

Il momento attuale sembra dominato dalla lotta tra poteri ingigantita da casse di risonanza mediatiche che distorcono i contorni e le proporzioni delle cose nel contesto dei problemi reali del nostro Paese.

 

Come ha sostenuto il cardinale Angelo Bagnasco, al recente Consiglio Episcopale Permanente della Cei, stiamo assistendo a una “convulsa fase che vede miscelarsi in modo sempre più minaccioso la debolezza etica con la fibrillazione politica e istituzionale, per la quale i poteri non solo si guardano con diffidenza ma si tendono tranelli, in una logica conflittuale che perdura ormai da troppi anni. Si moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci - veri o presunti - di stili non compatibili con la sobrietà e la correttezza, mentre qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l’ingente mole di strumenti di indagine”.

 

Per ciò che concerne la giustizia, i magistrati battono il chiodo dell’“obbligatorietà dell’azione penale” verso il premier, ma la priorità data al bene comune dovrebbe far preoccupare maggiormente del fatto che sicurezza della pena e tempi equi dei processi non sono garantiti allo stesso modo per tutti. Ad esempio, che ne è di quei debitori morosi responsabili del fallimento di tanti imprenditori (e perdita di lavoro dei loro dipendenti) che devono aspettare anni perché i loro diritti vengano riconosciuti?

 

Oppure, che ne è di chi ha rovinato la vita di tante persone continuando impunemente a pubblicare notizie secretate, calunniando in trasmissioni televisive o articoli di giornale persone poi rivelatesi innocenti? O, ancora, perché tante inchieste sembrano essere andate a velocità diversa a seconda del colore politico dell’imputato? Lasciare che tante risorse umane e materiali siano destinate a poche inchieste orientate politicamente, come nel caso Why Not, è come decidere che la sanità pubblica venga concentrata su grandi trapianti per poche persone e trascuri le altre. Il tutto in perfetta apparente legalità, visto che ciò avviene semplicemente decidendo di aprire un procedimento invece che l’altro...


COMMENTI
28/01/2011 - Il possesso più vero è la verginità (PAOLA CORRADI)

Detto ciò non a tutti è dato capirlo, c'è chi lo capisce molto presto c'è chi lo capisce molto tardi. E' solo questione di tempo. Certo è che chi governa il Paese dovrebbe sapere che questa è una verità, altrimenti la tentazione di pensare di essere onnipotenti potrebbe fare perdere la testa! Su questo punto della questione sono tante le persone a rischio di contagio. Peccato che non esistano molti vaccini efficaci. Troppa liquidità non fa altro che aumentare il rischio di contagio, una moratoria in tal senso potrebbe essere d'aiuto.

 
27/01/2011 - testimonianza cristiana (luisella martin)

La strada indicata nell'articolo pare a me quella giusta, la sola. Ma come essere di esempio a coloro che hanno perso valori ed obiettivi? Penso all'onorevole Rosy Bindi che in una trasmissione televisiva ha espresso perplessità sulla liceità morale o meno del fare la Comunione di Berlusconi criticando il monsignore che l'avrebbe incoraggiato a comunicarsi. Io ho sofferto davvero per quelle parole. Solo io evidentemente,perché nessun rimprovero, sconcerto, disagio é venuto dalla CEI. Vorrei pregare i nostri sacerdoti ed i nostri Vescovi di non temere di respingere gli aspetti integralisti di una parte dei credenti perché l'accoglienza verso tutti non mortifichi i poveri di spirito, gli umili, gli ultimi nella chiesa, privilegiando coloro che si sentono potenti.