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Cronaca

BAGNASCO/ 1. Vittadini: educarsi al possesso più vero

Il cardinale Angelo Bagnasco durante la prolusione di lunedì scorso (Foto Ansa)Il cardinale Angelo Bagnasco durante la prolusione di lunedì scorso (Foto Ansa)

Pensare che, come sotto la rivoluzione francese, sia compito dei giudici esprimere la volontà popolare di un Paese, o dimenticare che in un referendum del 1987 la maggioranza degli italiani ha chiesto la responsabilità civile dei giudici, vuol dire affermare un sistema ingiusto. Forse per questo un recente sondaggio rivela che il 54% degli italiani ha poca o nessuna fiducia nella giustizia e che il 56% ritiene che i magistrati agiscano con fini politici.

 

Quanto detto non significa far finta che in Italia non stia succedendo nulla sul piano dell’etica personale di personaggi pubblici che offrono un’immagine squallida che, al di là delle strumentalizzazioni e dei possibili reati ancora da provare, squallida è e rimane. Ma è giusto ricordarsi che un certo modo di considerare la donna, l’amore, i rapporti sessuali è frutto di una mentalità a cui hanno contribuito tutti, chi oggi è accusato e chi accusa: i progressisti che si stracciano le vesti e i conservatori che invocano leggi morali che non rispettano, ipocriti come i Buddenbrock di Thomas Mann. Neanche chi è contro a certe manifestazioni di degrado umano è innocente da colpe, se si è limitato a opporsi in nome di regole etiche senza mostrare la convenienza umana di un modo di concepire i rapporti tra persone all’altezza del vero desiderio dell’uomo.

 

Per uscire dalle secche nella guerra tra certo potere giudiziario e potere politico, e per imparare a concepire i rapporti tra uomini in modo più adeguato alla grandezza dell’uomo, occorre tornare a guardare l’esperienza di quelle persone, quelle famiglie, quelle comunità dove una diversità di vita si realizza; dove è tenuto vivo il desiderio della bellezza come segno del vero e l’amore è rispetto della sacralità dell’altro, come anche alcune opere letterarie ci mostrano (vedi il Dolce stil novo di Dante, il Miguel Manara di Milosz o I promessi sposi del Manzoni). Solo questo tipo di esperienze possono far capire quanto dice don Giussani in un suo libro: “Possedette di più la donna da marciapiede, la Maddalena, Cristo che la guardò un istante mentre le passava davanti o tutti gli uomini che l’avevano posseduta?”.


COMMENTI
28/01/2011 - Il possesso più vero è la verginità (PAOLA CORRADI)

Detto ciò non a tutti è dato capirlo, c'è chi lo capisce molto presto c'è chi lo capisce molto tardi. E' solo questione di tempo. Certo è che chi governa il Paese dovrebbe sapere che questa è una verità, altrimenti la tentazione di pensare di essere onnipotenti potrebbe fare perdere la testa! Su questo punto della questione sono tante le persone a rischio di contagio. Peccato che non esistano molti vaccini efficaci. Troppa liquidità non fa altro che aumentare il rischio di contagio, una moratoria in tal senso potrebbe essere d'aiuto.

 
27/01/2011 - testimonianza cristiana (luisella martin)

La strada indicata nell'articolo pare a me quella giusta, la sola. Ma come essere di esempio a coloro che hanno perso valori ed obiettivi? Penso all'onorevole Rosy Bindi che in una trasmissione televisiva ha espresso perplessità sulla liceità morale o meno del fare la Comunione di Berlusconi criticando il monsignore che l'avrebbe incoraggiato a comunicarsi. Io ho sofferto davvero per quelle parole. Solo io evidentemente,perché nessun rimprovero, sconcerto, disagio é venuto dalla CEI. Vorrei pregare i nostri sacerdoti ed i nostri Vescovi di non temere di respingere gli aspetti integralisti di una parte dei credenti perché l'accoglienza verso tutti non mortifichi i poveri di spirito, gli umili, gli ultimi nella chiesa, privilegiando coloro che si sentono potenti.