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BAGNASCO/ 2. Non sarà mai il moralismo a renderci migliori

Pubblicazione:venerdì 28 gennaio 2011

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

 

Il servizio al bene comune (che è, attenzione, il bene di tutti e di ciascuno) è lo scopo cui deve concorrere l’operato di chiunque abbia responsabilità pubbliche. L’irreprensibilità morale individuale, sempre auspicabile, potrebbe benissimo infatti coniugarsi con una profonda immoralità nell’esercizio delle proprie funzioni, qualora valutazioni e azioni non avessero al centro il bene del Paese, ma ne mettessero a repentaglio la coscienza unitaria e il raggiunto benessere. Vi è certamente un problema relativo al rapporto tra moralità e democrazia. Ma esso non può essere ridotto alla moralità privata.

 

Ancora il cardinale Bagnasco offre un decisivo passaggio al riguardo: «La vita di una democrazia – sappiamo – si compone di delicati e necessari equilibri, poggia sulla capacità da parte di ciascuno di auto-limitarsi, di mantenersi cioè con sapienza entro i confini invalicabili delle proprie prerogative». Che cosa si chiede a un politico? Che cosa deve fare e come deve essere un magistrato? Quale scopo devono perseguire i mezzi di comunicazione? Si tratta di altrettante questioni morali, che toccano il cuore di una democrazia, ma non riguardano il comportamento privato dei singoli attori, bensì una moralità pubblica, cioè connessa con l’esercizio delle rispettive funzioni in vista del bene comune.

 

A prescindere da come si chiariranno le cose nelle sedi opportune, il fatto che nell’attuale contingenza tutta l’attenzione si sposti sulla moralità intesa come capacità di coerenza nei comportamenti privati non lascia tranquilli, poiché mantiene aperto il varco a pericolose strumentalizzazioni, indebolendo la stabilità del Paese e distogliendo dalle urgenze che occorrerebbe affrontare e a partire dalle quali anzitutto giudicare le decisioni di chi si assume una responsabilità nella sfera politica.

 

Non è scontato che nel panorama attuale vi sia qualcuno che, irriducibile al gioco delle parti, richiami al bene comune come criterio di giudizio. Anzi, in un clima di preoccupante scontro e sconfinamento di poteri, ciò rappresenta un fattore essenziale per la salute di questa come di ogni democrazia.


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COMMENTI
15/02/2011 - In replica (Giulio Gipsy Crespi)

Sul mio blog ho pubblicato un post di risposta al suo articolo: se avrà voglia di leggerlo lo potrà trovare a questo link -> http://misontiratofrankzappasuipiedi.blogspot.com/2011/02/25-in-replica-oscar-pini-nonche-al.html