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SANTO DEL GIORNO/ 28 gennaio 2011: san Tommaso d’Aquino, raccontato da G. K. Chesterton

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Guercino, S. Tommaso scrive assistito dagli angeli, 1662 (particolare)  Guercino, S. Tommaso scrive assistito dagli angeli, 1662 (particolare)

Nella biografia di Chesterton grande rilievo ha  la presentazione semplice e solida del  pensiero tomista, nel quadro dinamico delle fervide dispute teologiche del tempo. Campeggia su di esse la figura imponente di un gigante della storia della filosofia, che riconduce Aristotele a Cristo e pone il realismo antico sotto il segno dell’Incarnazione. Tanto grande nel fisico e nel  pensiero, san Tommaso rimane umile e riservato per tutta la vita, non tentato dalla gloria del mondo, assorto nella ricerca della verità. Sono  pochi gli episodi salienti di una vita pacata e insieme battagliera. A Parigi gli è chiesta una relazione sull’Eucaristia; egli prega, lavora, poi getta il suo scritto ai piedi della croce, come in attesa di un giudizio. Gesù gli dice: “Tommaso, dicesti bene a proposito del Sacramento del mio corpo”. Tornato in Italia , al Crocifisso della chiesa di san Domenico a Napoli, che gli chiede che cosa desideri in cambio di tutto il lavoro svolto in difesa della fede, Tommaso risponde: “Voglio te”.  Morì nel convento di Fossanova nel 1274 ed è sepolto presso i Domenicani di Tolosa.

Questo è l’uomo che i compagni di studi chiamavano bue muto, e che invece, secondo la previsione del suo maestro Alberto Magno, fa sentire nei secoli la forza del suo muggito e che scrive da poeta l’ufficio del Corpus Domini. Questo lo studioso santo, la cui ultima confessione fu, secondo le parole di chi la ricevette, simile a quella di un bambino di cinque anni.



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