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IL CASO/ New York chiama Napoli: ci sono solo monnezza e botti?

A nulla sono valsi gli appelli alla responsabilità. Napoli, la notte di Capodanno, è diventata un campo da guerra: 70 feriti e un morto. Perché accade tutto cio? Il commento di ALFONSO RUFFO

rifiuti_napoli_militari_R400.jpg (Foto)

Adesso la missione americana del Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, si presenta più difficile. Come farà a giustificare di fronte alla comunità campana d’oltreoceano il morto, i settanta feriti, i centoquaranta interventi dei vigili del fuoco per sedare gli incendi, e tutto in una notte: quella speciale del 31 dicembre?


Stanchi di leggere sempre male della loro città d’origine, raccontata dai giornali come ostaggio di criminalità e immondizia, i circoli napoletani di New York hanno chiesto e ottenuto che l’alto prelato si rendesse disponibile a incontrarli e rassicurarli portando esempi positivi da contrapporre a quelli negativi, dilaganti.


Così Sepe, unica autorità morale che la città riconosce, ha messo in agenda un viaggio dal 17 al 22 gennaio fitto d’impegni e conferenze tendenti a mostrare che si esagera; che Napoli si ritrova con mille nodi da sciogliere ma anche con mille risorse da poter investire nel suo riscatto. Insomma, non è tutto fango ciò che non luccica.


E poi il Cardinale, al cui cospetto San Gennaro non ha mai fatto attendere per il Miracolo, si era speso molto i giorni prima del Capodanno spiegando che sparare botti illegali, quelli pericolosi per sé e per gli altri, è una forma di peccato; che non vale la pena di mettere a repentaglio la salute per un atto di balordaggine e così via.

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COMMENTI
06/01/2011 - Monnezza (Lindo Caprino)

Conclusione dell'articolo perfetta! Napoli è la Calcutta d'Italia.