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FAMIGLIA/ La vita buona di coppia "comincia" da bambini...

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In un progetto di salute sessuale (che si intende come la capacità di svolgere una normale vita sessuale con reciproca soddisfazione per ambedue i componenti della coppia) è necessario considerare soprattutto il periodo prescolare. Il problema si sposta ai primissimi anni di vita, appena dopo la nascita ed è qui che una società civile dovrebbe concentrare le sue energie. A questo scopo è necessario garantire al maggior numero di bambini la massima disponibilità nella presenza dei genitori, della madre o almeno di un valido sostituto materno. Il bambino deve sentirsi amato e la principale strategia di intervento dovrebbe prevedere il ricupero del ruolo materno. Nella nostra società questo potrebbe essere incentivato anche offrendo alla lavoratrice madre, desiderosa di assumere questo compito, le condizioni per poterlo svolgere, ad esempio un sufficiente periodo di aspettativa a partire dal momento del parto.
Ora il costo effettivo, per ogni bambino, della gestione di un asilo nido non è certo inferiore a quanto la lavoratrice madre percepisce. Ne segue che si potrebbe discutere se destinare gli asili nido ai figli di madri che optano per questa scelta, riservando un “salario sociale” alle lavoratrici madri che preferiscono occuparsi a tempo pieno del loro bambino. Questa scelta garantirebbe al piccolo in vari casi una più sicura “continuità affettiva” fino al terzo anno di vita. La donna dovrebbe sentirsi motivata a tutto questo e dovrebbe anche essere ampiamente informata del fatto che l’amore da parte della famiglia è assolutamente necessario al bambino soprattutto in tenera età. La famiglia assume allora un ruolo fondamentale nell’educazione sessuale, proprio perché insegna a dare e ricevere amore. Di fronte a eventuali traumi affettivi che possono verificarsi a qualsiasi età è compito della famiglia, cioè del mondo dove il giovane vive gli affetti più solidi, contribuire a ridurre le loro conseguenze. Anche al momento tra i due e tre anni, in cui il piccolo intuisce di appartenere a un genere o all’altro, occorre un preciso impegno da parte della famiglia a fornire un modello in cui il sesso non compaia come strumento utile per ottenere supremazia o vantaggi, ma come una felice condizione per dare il meglio, in modo rispettoso di sé e degli altri. Questo compito non richiede negli adulti particolare cultura, ma equilibrio psicologico.

Che cosa pensa del modo con cui la scuola dovrebbe intervenire nell’educazione sessuale?


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COMMENTI
08/01/2011 - figure parentali (Antonio Servadio)

Giusto il "ricupero" del ruolo materno, per le ragioni appena accennate nell'articolo. Doveroso però anche la riesumazione del ruolo paterno, sepolto sotto coltri di dimenticatoio e in qualche misura anche di svalutazione culturale e antropologica.