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CAGLIARI/ Ingegneri al lavoro gratis, accordo con l'Agenzia del territorio

Il caso dell'accordo fra Consiglio nazionale degli ingegneri e l'Agenzia delle entrate cagliaritana che prevede l'utilizzo del tutto gratuito di giovani professionisti

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Firmato l'accordo, scoppiata la protesta. La guida una giovane, Roberta Liggi, su Facebook contro l'accordo stipulato fra il Consiglio nazionale degli ingegneri e l'Agenzia del territorio cagliaritana (al cui vertice c'è la sorella del sindaco di Roma, Alemanno) che prevede l'impiego gratuito di giovani ingegneri che dovranno scoprire e denunciare titoli immobiliari non dichiarati al catasto. In pratica, come dice la Liggi, una attività da delatore "per violare la privacy altrui, fare gli sceriffi sul patrimonio della gente e a titolo del tutto gratuito". Un servizio alla collettività per scovare le migliaia di immobili fantasma. Il lavoro sarà praticato tramite un software elaborato da una società controlalta in parte dal ministero dell'economia che permetterà su apposita scheda tecnica di segnalare le  eventuali irregolarità nel database dell'Agenzia del territorio. Il Consiglio nazionale degli ingegneri si impegna dunque a trovare professionisti di esperienza che lavoreranno a titolo del tutto gratuito: per gli ingegneri cagliaritani siamo davanti a tre violazioni. Se si tratta di volontariato, dice la Liggi, esso è "incompatibile con qualsiasi forma di lavoro subordinato o autonomo secondo quanto riferisce la legge-quadro sul volontariato 266/1991". Inoltre, citando l'articolo 36 della Costituzione, "il lavoratore deve essere retribuito proporzionalmente alla quantità e alla qualità di lavoro svolto e sufficientemente per poter avere un'esistenza libera e dignitosa". E la fattura? La prestazione professionale deve essere sempre fatturata, per comportamento doveroso nei confronti del fisco. ed evitare di essere eprseguiti dalal Guardia di finanza.  Dunque siamo fuori della legge? Si direbbe di sì perché la normativa prevede che se un ingegnere faccia un servizio di qualche tipo, professionale, fosse solo per i propri genitori, lo debba denunciarlo al fisco: invece lavorare per lo Stato come in questo caso si può aggirare il fisco e metterci anche dei soldi propri ad esempio per gli spostamenti in auto necessari a condurre le verifiche sul luogo. I giovani ingegneri cagliaritani sono dunque sul piede di guerra e promettono di restarci: la battaglia per adesso è su Facebook ma avrà sicuramente altri sviluppi.

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