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AMANDA KNOX/ Parla Patrick Lumumba: "Sono furioso, è un'attrice"

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Patrick Lumumba, foto Ansa  Patrick Lumumba, foto Ansa

Accusato da Amanda Knox di essere stato presente al delitto e di essere l'assassino di Meredith, Patrick Lumumba venne completamente scagionato dell'accusa dopo un primo arresto. Fatti vecchi di quattro anni fa e che gettano un'ombra oscura sulla recente assoluzione della ragazza americana. Di fatto, Amanda è stata riconosciuta colpevole della calunnia e per questo condannata a tre anni di reclusione, che, avendone già scontati quattro, non è stata ovviamente applicata. Resta però una domanda aperta: perché assolvere del tutto una persona che non ha avuto il benché minimo dubbio, per scagionarsi a incolpare una persona innocente? Solo il panico di una ragazzina che cercava di sfuggire alle accuse o la prova che Amanda non è esattamente la santarellina innocente che dicono soprattutto i media americani? Patrick Lumumba commenta l'assoluzione della giovane di Seattle in una intervista rilasciata al quotidiano inglese Daily Mail. E si dice furioso: "Quando ho sentito il verdetto sono rimasto scioccato per la povera Meredith". Aggiunge che le lacrime di Amanda sono le lacrime di un coccodrillo: lei è un'attrice fantastica. Solo una strategia difensiva dice l'uomo che adesso si trova a vivere in Polonia, dato che ha sposato una donna polacca. "Ho sempre detto che Amanda è un'attrice fantastica e lo sarà sempre per me. Ho trascorso due settimane in carcere per qualcosa che non avevo fatto, solo percéè Amanda disse che ero l'assassino. Non dimenticherò mai il momento in cui la polizia mi portò via. Meredith è stata la prima vittima e io la seconda. A causa delle sue dichiarazioni ho perso il lavoro e ora non ho niente, solo la mia famiglia, che la cosa più importante per me", ha detto ancora Patrick. Non le ha mai chiesto scusa per l'accusa di calunnia nei suoi confronti, spiega, accusando poi anche il cappellano del carcere che avrebbe sostenuto l'innocenza della ragazza ma che non l'avrebbe mai incoraggiata a chiedere scusa: "Il cappellano ha detto che è 'Amanda l'Angelo', ma lei non mi ha mai chiesto scusa per quanto mi ha fatto. Le sue bugie non hanno colpito solo me, ma anche la mia famiglia, e dopo il mio arresto anche la mia attività lavorativa, perché, sebbene ne fossi uscito pulito, i clienti non venivano più a causa della cattiva pubblicità".



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