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Cronaca

SARAH SCAZZI/ Taranto, prima udienza del processo contro Sabrina Misseri, Cosima Serrano

Al via il processo contro Sabrina Misseri e Cosima Serrano accusate della morte di Sarah Scazzi. Presente in aula anche Michele Misseri. L'udienza è stata sospesa

Foto AnsaFoto Ansa

Il momento tanto atteso, seppur una udienza preliminare, è arrivato: si è infatti aperto oggi il processo sul caso dell'omicidio di Sarah Scazzi. Imputate la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano, nonché madre della prima. Gli avvocati difensori hanno subito sollevato alcune eccezioni, cosa che ha portato alla sospensione del procedimento che è stato rinviato al pomeriggio. Come si saprà, negli ultimi giorni si era assistito alla vicenda del cambiamento di sede processuale, chiesto dalla difesa, per inquinamento e pressioni ambientali. Ma la richiesta di portare il processo a Potenza è stata bocciata dalla cCssazione. Così oggi nella prevista sede di Taranto sono entrati tutti i protagonisti della triste vicenda, tranne una: la mamma di Sarah, Concetta, che è rimasta ad Avetrana e ha detto che rilascerà alcune dichiarazioni in serata. In aula invece la triade degli imputati: Michele Misseri, accusato solo di occultamento di cadavere; la figlia Sabrina, accusata di omicidio, e la madre Cosima accusata di concorso in omicidio, avrebbe cioè aiutato la figlia a compiere il terribile gesto. I tre non si sono neanche salutati o guardati in faccia, secondo le testimonianze di chi era presente (il procedimento si è tenuto a porte chiuse). In aula, accusati di aver aiutato Michele Misseri a far sparire il corpo di Sarah, anche il fratello Carmine e il nipote Mimmo Cosma. Michele Misseri è giunto in tribunale in auto passando dall'ingresso riservato  ai magistrati evitando così i giornalisti. Avrebbe detto di essere preoccupato per la figlia che non vede dal giorno dell'arresto: non è mai potuto andare in carcere e incontrarla per motivi di indagine. Cosima non è stata messa nella gabbia, ma era seduta in prima fila accanto alla figlia che indossava una maglia blu, i capelli sciolti e gli occhiali da vista. Il problema della sospensione dell'udienza ha riguardato alcuni accertamenti tecnici compiuti sull'auto di Cosima e sui telefonini: a bordo della vettura della donna infatti secondo la tesi dell'accusa sarebbe stata fatta salire con la forza Sarah.