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INDIGNATI/ Blitz e perquisizioni di Digos e Carabinieri tra anarchici e antagonisti in tutta Italia

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Dopo gli scontri di piazza di sabato scorso scoppiati durante la manifestazione dei cosiddetti “Indignati”, le forze dell’ordine hanno dato il via a una vasta operazione di perquisizioni e controlli negli ambienti anarchici ed estremisti in tutta Italia alla ricerca dei responsabili degli incidenti. Sono centinaia gli uomini delle forze di polizia impegnati nell’operazione partita all’alba e che sta interessando tutte le regioni dal Trentino alla Lombardia, dal Lazio alla Sicilia.

A Milano gli uomini della Digos e i Carabinieri stanno compiendo indagini e perquisizioni legate agli esponenti dell’area anarchica, ma per il momento non sarebbero stati operati arresti. A Napoli e provincia sono scattate diverse perquisizioni nell’area antagonista, in particolare per la ricerca del materiale esplosivo usato negli scontri di piazza di sabato.

Il Sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, ha spiegato che i fatti di sabato verranno senz’altro strumentalizzati dai violenti e dai facinorosi, che già avevano annunciato, così come accaduto lo scorso 14 dicembre, che ci sarebbero incidenti e disordini in piazza. Mantovano ha quindi chiesto che non vengano operati tagli finanziari alla pubblica sicurezza e che nel caso i responsabili degli incidenti vengano individuati e arrestati non vengano rilasciati dopo qualche ora.

Anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, chiede una reazione forte, magari anche normativa, ai fatti di sabato, perché la sensazione che i responsabili possano restare impuniti non fa che peggiorare la situazione.

Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, scarica invece parte della responsabilità degli incidenti direttamente al Viminale, dato che i violenti andavano fermati prima, facendo in modo che non arrivassero nemmeno a Roma.

Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha intanto cominciato a fare i conti dei danni subiti dalla Capitale nel corso degli scontri, che ammonterebbero a 1,6 milioni di euro, senza considerare quelli privati. L’Atac, l’azienda dei trasporti pubblici locale, avrebbe avuto perdite e danni per 250.000 euro. Quasi mezzo milione sarebbe invece a carico dell’Ama, l’azienda che si occupa dei rifiuti, considerando i cestini e i cassonetti danneggiati, oltre alle scritte sui muri della città.


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