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POLEMICHE/ Blangiardo: non è vero che siamo tutti più poveri

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E' possibile che siano aumentate le persone che vanno al centro di ascolto e che si affacciano alla manifestazione della povertà più estrema. E la crisi ha dato il suo contribuito. Ma parlare di un generale impoverimento della società mi sembra prematuro. Specialmente rispetto agli altri paesi, dove la situazione non è certo migliore. I dati ufficiali dell’Istat, inoltre, hanno sempre registrato una stazionarietà. Diciamo che le frange più deboli sono rese ancora più deboli perché erano già marginalizzate dal sistema. Nel corso degli anni, poi, sono aumentati quei fenomeni che generano situazioni di per se stesse  più esposte delle altre.

 

Quali?

 

L’immigrazione, ad esempio; va da sé che tra la popolazione immigrata è maggiore il tasso di coloro che usufruiscono dei centri d’ascolto utilizzati, in parte, come osservatorio dalla ricerca. Aumentano, inoltre, i divorzi. Le rotture familiari generano sempre più spesso condizioni di disagio economico anche tra i ceti medi. Dove, magari, ci si ritrova a  non essere più un grado di mantenere due case e due famiglie diverse. Con il passare del tempo, è evidente che i rischi, rispetto al passato sono di più, specie per le fasce estreme. Sono fragili ed esposte più al rischio rispetto a una volta le famiglie con figli che, talvolta – seppure il quadro generale non è drammatico – non sono in grado di fronteggiare le spese che devono affrontare

 

Il rapporto parla di risorse mal distribuite…