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ABORTO/ Il giurista Usa: vi spiego perché va contro i diritti umani

Pubblicazione:giovedì 20 ottobre 2011

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Personalmente, non penso che la Dichiarazione Universale sia particolarmente utile per contrastare le forti pressioni in campo internazionale, economiche e politiche, dirette a espandere il diritto all’aborto. Essa è troppo generale, necessariamente, e non tocca volutamente le questioni più difficili relative  ai diritti umani, incluso chi può essere considerato “essere umano”.

Penso, tuttavia, che le conoscenze della biologia della riproduzione umana, insieme al principio fondamentale che tutti gli esseri umani hanno uguale valore, dovrebbero condurci a ritenere il diritto alla vita, sancito dalla Dichiarazione Universale, comunque applicabile alla vita umana, sia prima che dopo la nascita. Quanto meno, dovrebbero portarci a rigettare ogni tentativo di manipolare e corrompere il linguaggio e gli ideali dei diritti umani per giustificare l’uccisione di esseri umani non ancora nati.

Se organizzazioni o attori internazionali non rispettano i trattati, cosa si può fare per porre rimedio al problema?

Non vi è mai la garanzia che nessuno degli attori internazionali compia errori o, perfino, abusi della propria posizione, anche se si tratta di organizzazioni internazionali che si occupano dei diritti umani, in generale altrimenti valide e apprezzabili. Anche queste organizzazioni sono fatte da esseri umani e il rischio della libertà umana e il bisogno di capacità di giudizio e ragione saranno sempre presenti in ogni sistema giuridico. Il rimedio più importante è sempre avere il coraggio di dire la verità e dedicare noi stessi al lavoro per il bene comune, con ragionevolezza e con passione per ciò che è più autenticamente umano. Sotto questo aspetto, il problema che stanno cercando di affrontare gli Articoli di San José è che la lobby in favore del diritto di aborto ha spesso successo per la mancanza nell’arena internazionale di voci che si oppongano ragionevolmente alle loro posizioni. Chi ha a cuore il valore di ogni vita umana deve essere presente sulla pubblica piazza, impegnato in politica, nel diritto, nella cultura, altrimenti non vi è nessuna speranza.

Secondo la Costituzione degli Stati Uniti “tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti sono cittadini degli Stati Uniti. Nessun stato deve togliere la vita a nessuna persona”. Tuttavia, l’aborto è legalizzato negli Stati Uniti. Perché lei pensa che si possa combattere contro l’aborto su un piano legale e non solo culturale?


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COMMENTI
20/10/2011 - aborto (maria gonano)

sono totalmente d'accordo con quanto scritto, manca completamente una vera mobilitazione per abolire l'aborto. Di buome intenzioni è lastricata la strada che porta all' 'inferno. Leo Aletti L