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Cronaca

ABORTO/ Il giurista: non è la legge a creare la morale

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 Attenzione anche qui:  le interpretazioni vanno sempre oltre a quello che dice la legge. Non c'è infatti l'automatismo di abortire un figlio che avesse dei problemi: anche qui ci deve essere una chiara consapevolezza della donna - tanto che si giustifica questo tipo di aborto anche oltre il terzo mese - sul fatto che queste anomalie vengono ritenute contrastanti con il suo interesse psicofisico. La donna cioè non desidera per tutta la vita un figlio con delle lesioni: è questo che si intende con danno psicofisico. Ma non è affatto automatico.

  

Cioè?

  

Non è automatico che il nascituro a cui siano state diagnosticate anomalie e problemi vari debba risultare in un danno psico fisico per la donna. Grazie al cielo ci sono migliaia di casi che dimostrano che persone che hanno menomazioni fisiche da bambini sono in realtà soggetti in tutti i sensi e oggetto di amore, e danno un senso alla vita di chi ha deciso con sofferenza di portare avanti la gravidanza.

  

Di quanto hanno stabilito alcuni esperti americani (vedi l'articolo de IlSussidario.net), cioè che il diritto all'aborto non sia in realtà un autentico diritto umano, che opinione si è fatto?

 

Lo trovo un fatto importante, perché viene dal mondo nord americano. Cioè che proprio lì ci si stia accorgendo della ristrettezza di una privacy come luogo dove in nome di un interesse individuale si possa fare qualunque cosa e quindi anche eliminare una vita nascente perché in contrasto con il proprio interesse personale. Invece, viene detto chiaramente che non può essere forzata la legge sulla protezione della sfera privata, perché questo è il senso di tante sentenze abortive in America.

 

Cosa sottintendono queste sentenze?

Dicono che l'individuo, nel momento in cui è in una sfera di privatezza come quella familiare, può prendere decisioni che contrastano anche con i diritti personali del nascituro. Invece si sta ribaltando questo concetto, dicendo che quando c'è una vita nascente non siamo davanti a una vicenda privata e abbandonata al diritto di un individuo di eliminarla: siamo piuttosto davanti a un fatto pubblico, perché la vita umana per essere tutelata fino in fondo deve essere riconosciuta da tutta la società. Quindi è stato distorto l'utilizzo delle leggi sulla protezione della sfera personale al fine di giustificare anche il diritto all'interruzione della gravidanza.

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