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J’ACCUSE/ Solo sei paesi “lottano” ancora contro i poveri in Europa

Ieri pomeriggio in Lussemburgo si è tenuta una riunione tra i ministri dell’Agricoltura dei paesi Ue per cercare di trovare un accordo che possa salvare il Pead, Ma sei paesi bloccano tutto

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Ieri pomeriggio in Lussemburgo si è tenuta una riunione tra i ministri dell’Agricoltura dei paesi Ue per cercare di trovare un accordo che possa salvare il Programma europeo d’aiuto agli indigenti (Pead), che è una delle principali fonti di finanziamento per le associazione caritative europee che si occupano di assistere quotidianamente i poveri, anche attraverso la rete della Federazione europea dei banchi alimentari (Feba). In ballo c’è un taglio pari al 76% del budget del prossimo biennio rispetto a quello di questo anno, con la conseguenza di mettere a rischio fame circa 18 milioni di cittadini europei che ogni anno sono assistiti dalle reti associative. Sui 27 stati membri dell’Unione europea, sei hanno negato il loro sostegno al mantenimento del budget a 480 milioni di euro (che diventeranno 113,5 milioni) stabilito a partire dal 2009 direttamente dal Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Si tratta di: Austria, Danimarca, Germania, Olanda, Repubblica Ceca e Svezia. Purtroppo basta questa minoranza a bloccare la decisione degli altri ventuno paesi. Ciò è dovuto al Trattato di Lisbona che prevede che una minoranza di almeno quattro Stati che rappresentino più del 35% della popolazione possa di fatto porre un veto sulle decisioni unitarie. La decisione di decurtare il budget è arrivata attraverso una sentenza della Corte di giustizia europea di aprile che aveva azzerato l’intervento straordinario deciso da Barroso su richiesta della Germania.

Dacian Ciolos, Commissario europeo per l’Agricoltura ha commentato così il risultato del vertice: “Sono ancora una volta sgomento che oggi il consiglio non sia stato in grado di togliere il blocco al Programma di aiuti alimentari per i bisognosi 2012 e 2013. Negli ultimi giorni e in queste ultime ore, la Commissione europea si è assunta le sue responsabilità per rendere possibile un accordo. D’ora in poi tutti gli argomenti tecnici o giuridici di alcuni Stati membri per squalificare il Pead sono obsoleti. Ai beneficiari dell’aiuto alimentare e ai banchi alimentari voglio dire che la Commissione europea conferma l’impegno per sostenere questo programma. C’è ancora tempo per agire. C’è ancora tempo, per gli Stati membri che bloccano la decisione, di riconsiderare la loro posizione”.