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STAMINALI/ Al via una sperimentazione per curare la sclerosi multipla con quelle adulte

Pubblicazione:venerdì 21 ottobre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Un nuovo studio sulle cellule staminali promette di consentire alla ricerca sulla sclerosi multipla di compiere significativi passi in avanti. E, cosa decisamente importante, dal punto di vista etico, come da quello pratico, non si tratta di staminali provenienti dalla distruzione di embrioni. La sperimentazione in questione è nata da una collaborazione tra scienziati italiani e statunitensi e ha ricevuto il nulla osta da parte degli esperti riuniti all’annuale congresso di Amsterdam sulla malattia, l’Ectrims. Non appena le autorità sanitarie daranno anch’esse l’ok, saranno selezionati, a partire dall’inizio del prossimo anno, 160 malati di sclerosi multipla. A costoro saranno prelevate dal midollo osseo, dove vengono prodotti e globuli rossi nonché le piastrine e la maggiore parte dei leucociti, delle cellule staminali mesenchimali. Si tratta di cellule multipotenti, in grado di differenziarsi sia in vivo che in vitro in osteoblasti, condrociti, miociti, e svariati altri tipi di cellule. I ricercatori intendono sfruttare i processi che queste cellule svolgono all’interno del midollo, ovvero di evitarne l’infiammazione e di generare sostanze che favoriscono il metabolismo delle altre cellule. La natura di tali sostanze è, al momento, sconosciuta. Ebbene: gli studi hanno dimostrato che questi tipo di cellule staminali continua a svolgere funzioni analoghe anche quando viene impiantato nel sistema nervoso.

I ricercatori, quindi, dopo averle prelevate le invieranno in una cosiddetta cell factory – in Italia sarà inviata a quella degli Ospedali Riuniti di Brescia – dove saranno fatte moltiplicare per poi essere reimpiantate nei pazienti. Si tratterà di una procedura lunga a complessa, che in un mese sarà in grado di trattare un numero di cellule sufficienti ad un solo malato. In ogni caso, le speranze di successo sono altissime. Secondo il coordinatore italiano dello studio, Antonio Uccelli, del dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Genova, tali cellule «più infiammazione trovano e più si attivano per spegnerla. L'obbiettivo della sperimentazione è verificare se queste staminali originarie del midollo osseo riescono a spegnere l'autoaggressione immunitaria al sistema nervoso della sclerosi multipla e contemporaneamente, sostenere l'attività delle cellule nervose e della mielina che le protegge in modo più naturale ed efficace di quanto fanno le cure oggi disponibili».


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