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BERLUSCONI/ Il bunga bunga? E’ un ballo, ma io ho fatto tre fioretti…

Continuano ad emergere aspetti inediti sulla vita di Silvio Berlusconi  e rivelazioni relative ai fatti degli ultimi tempi grazie alle anticipazioni dell’ultimo libro di Bruno Vespa  

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Continuano ad emergere aspetti inediti sulla vita di Silvio Berlusconi  e rivelazioni relative ai fatti degli ultimi tempi grazie alle anticipazioni dei contenuti dell’ultimo libro di Bruno Vespa, Questo amore, edito da Mondadori. Il premier, si confida con il conduttore di Porta a Porta. E spiega che l’ormai famigerato “bunga bunga” altro non era che un modo di dire delle sue ospiti quando volevano andare a fare quattro salti. Salti che, del resto, il Cavaliere si asterrebbe dal fare da anni. Racconta, infatti, che nel corso della sua vita, ha fatto tre fioretti. Il primo è quello di non fumare. Si ripromise di smettere quando riuscì a salvare una delle sue aziende da una triste sorte. Il secondo è quello di non giocare. Lo fece quanto scampò ad una figuraccia «pretendendo, da dilettante, di potermi confrontare con un professionista delle tre carte». La promessa di non ballare, invece, risale, risale a quando una sua amica in punto di morte si salvò. Berlusconi, quindi, racconta che nelle sue cene non ha mai fatto alcunché di cui possa vergognarsi e che, anzi, rifarebbe tutto.

Chi si deve vergognare sono i «pornogiornalisti e i pornomagistrati», che hanno passato al setaccio la sua esistenza ricoprendolo di calunnie. Il presidente del Consiglio si dice inoltre dispiaciuto del fatto che una certa rappresentazione data dalla sua stampa delle sue cene abbia offeso i cattolici. Non era sua intenzione – dice – offenderne i sentimenti, anche perché «io, cattolico, ho avuto sempre un profondo rispetto per la religione e per la sensibilità di chi la pratica. Vivere la religiosità per me non significa solo avere una chiesa nella casa di Arcore, in cui si sono celebrati matrimoni, funerali e battesimi di miei congiunti, né sentirsi al sicuro per le preghiere di otto zie suore di Maria Consolatrice». Berlusconi sottolinea inoltre come le sue radici siano saldare nei valori cristiani cui è stato educato in famiglia e dai salesiani. E che, a sua volta, ha voluto trasmettere ai suoi figli. Si tratta, per lui, di valori non negoziabili. «Figuriamoci, dunque, se posso permettere che in casa mia si compiano atti blasfemi».