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BANCO ALIMENTARE/ Legge del Buon Samaritano, un primato italiano nel mondo

Pubblicazione:lunedì 24 ottobre 2011

Una mensa della Caritas Una mensa della Caritas

E’ soprannominata la “legge del Buon Samaritano” e disciplina il recupero e la redistribuzione di alimenti freschi e cibo cotto da parte di Onlus che hanno come attività l’aiuto alimentare per fini di solidarietà sociale. In Italia è in vigore dal 2003 e i suoi promotori in Italia sono stati Cecilia Canepa e la Fondazione Banco Alimentare-ONLUS. Mario Ciaccia, già magistrato e capo di gabinetto del ministro Urbani, e Cesare Mirabelli, ex presidente della Corte Costituzionale, sono i due giurisperiti che si sono fatti carico della stesura del disegno di legge destinato a produrre un cambiamento rivoluzionario nel nostro Paese.

 

Nel settembre 2000 i promotori si mettono all'opera e in 18 mesi presentano il disegno di legge. L'11 giugno 2003 il testo è definitivamente approvato dal Senato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. La legge entra in vigore a partire dal luglio dello stesso anno. La legge del Buon Samaritano permette a tutte le ONLUS che operano con fini di solidarietà sociale di recuperare gli alimenti ad alta deperibilità rimasti invenduti nel circuito della ristorazione organizzata (mense aziendali, scolastiche, etc) e della grande distribuzione (ad esempio supermercati) e di distribuirli ai bisognosi. La logica della legge è quella di incoraggiare e facilitare il recupero di cibo e prodotti alimentari ancora perfettamente commestibili, il cui unico svantaggio è quello di avere perso valore commerciale e di essere quindi esclusi dal mercato tradizionale. Allo stesso tempo essa vuole promuovere l'autoresponsabilizzazione dei soggetti che decidono di farsi coinvolgere nell'attività di recupero, con la consapevolezza dell'elevata deperibilità del cibo ritirato e della delicatezza dei rapporti con i destinatari ultimi della filiera: soggetti spesso indeboliti e dalla salute precaria.

 

La particolarità è che l’unica legge italiana che ha un solo articolo: “Le organizzazioni riconosciute come organizzazioni non lucrative di utilità sociale ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita agli indigenti di prodotti alimentari, sono equiparate, nei limiti del servizio prestato, ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti”.


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