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Cronaca

DOCUMENTO CL/ Barcellona: solo un'amicizia ci salva dalla "società contabile"

Secondo PIETRO BARCELLONA le iniziative del mondo cattolico, come le ultime proposte del Vaticano e il documento di Cl sulla crisi, continuano a interrogare chi crede nel socialismo

Crisi, il documento di Comunione e LiberazioneCrisi, il documento di Comunione e Liberazione

Ancora una volta un tema di bruciante attualità si è trasformato nel corso di queste settimane in oggetto di intrattenimento nei talk show più seguiti dove si alternano illustri personaggi dell’economia, della politica, del diritto ed esponenti del mondo sindacale e del lavoro. Ciascuno di noi, più o meno inconsapevolmente partecipe di ciò che accade nel mondo reale, può assistere seduto comodamente in poltrona alle dispute sul tipo di intervento per uscire dal tunnel cieco di questa crisi largamente “indecifrabile”. Rispetto a questa situazione, per molti versi tutta mediatica e spettacolare, mi sembra di grandissima importanza il reiterato intervento del mondo cattolico sulla condizione reale di chi patisce, senza neppure il diritto di parola, le conseguenze più devastanti della “crisi” sulla vita quotidiana di donne, uomini, ragazze e ragazzi.

Ieri ho ascoltato, in coda a un telegiornale, una notizia di un intervento del Vaticano sui problemi della finanza globale e della crisi finanziaria che colpisce le economie degli Stati nazionali con le continue minacce di fallimento e con lo spettro della Grecia sotto gli occhi smarriti di chi guarda le scene di violenza urbana di Atene.
Se non ho capito male, il Vaticano denuncia la speculazione e la rapina che i poteri finanziari esercitano sul debito degli Stati e dei cittadini, e propone rimedi politicamente significativi come l’istituzione di una Banca Mondiale e di autorità e di sistemi di controllo nuovi sulle transazioni finanziarie.

Rispetto a tante declamazioni sulle nuove povertà e sulle disuguaglianze intollerabili, che oramai dividono con un fossato incolmabile i ricchi del mondo dalla maggioranza delle popolazioni del pianeta, mi ha colpito la concretezza delle proposte che provengono dal mondo Vaticano e che tendono ad attaccare il cuore della crisi là dove essa si produce: nella circolazione finanziaria senza regole e governata da istituzioni sopranazionali, sottratte a ogni tipo di controllo.

Mi colpisce, in particolare, la coincidenza tra il severo giudizio espresso dai documenti vaticani nei confronti della finanza e del sistema di governo dei flussi monetari, e la denuncia del popolo degli indignati che ha scelto Wall Street come simbolo di quei poteri che oggi stanno trascinando nella disperazione milioni di uomini.


COMMENTI
27/10/2011 - com'è vero ! 2 (Diego Perna)

Volevo correggere: Che lo leggano anche quelli lontani dalla Chiesa, che non è detto non lo condividano, anzi.

 
27/10/2011 - com'è vero! (Diego Perna)

.....come scrive Milton Freedman, le merci si scambiano senza che gli uomini debbano parlare e parlarsi, può introdurre una controtendenza rispetto all’attuale pretesa delle classi dominanti di trasformare tutti gli esseri umani in valori monetari proponendo così un’assurda società regolata unicamente dal criterio contabile dei costi e benefici...... Non sono soltanto d'accordo con Barcellona, di più, perchè è proprio così , si vuole fare fuori l'uomo, che vive dell'aria che respira di ciò che mangia, ma sopratutto di rapporto con gli altri. Il lavoro è il terreno della scambio tra le persone, cioè della costruzione del mondo attraverso i rapporti. Tutto questo il potere lo odia, e vuole distruggerlo. Io spero che quanto Lei ha scritto lo leggano i politici che ci governano, almeno quelli che sono o sembrerebbero vicini alla Chiesa. E' tempo di cambiare, crisi sfida per un cambiamento e occasione da non perdere, ci son voluti due anni per capirlo, ma come si dice , meglio tardi che mai. Speriamo bene, nel senso che la speranza ci guidi prossimamente, e cambi la testa a me, a noi e a chi ha molto più potere di noi.