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Cronaca

DOCUMENTO CL/ Franchi: chi riuscirà a colmare il vuoto della politica?

Il commento di Paolo Franchi al documento di ClIl commento di Paolo Franchi al documento di Cl

Solo dei cretini (ma il tempo del pensiero unico, tramontando ingloriosamente, ce ne ha lasciati in eredità tantissimi) pensano che queste siano robe da libro Cuore: oltretutto nella convinzione, assolutamente errata, che il socialista Edmondo De Amicis fosse un mediocre scrittore e un piemontese falso e cortese.

Attenzione, però. A questa politica non si può delegare più nulla, il tempo degli scambi è finito anche perché non ha più nulla da scambiare. Ma, se non si incontra in qualche modo la politica, quella politica che è la vera desaparecida del mondo contemporaneo, si possono fare ottime cose nella società, ma sui percorsi e sugli esiti della crisi non si incide più di tanto.

Di sicuro, non si pongono le premesse di quel governo mondiale della finanza che una Chiesa allibita dalla gravità dei guasti prodotti dal neoliberismo trionfante giustamente invoca; e, per restare all’Italia, non si gettano le basi perché il Paese possa uscire dalla crisi domani, dopodomani o quando sarà, non solo risanato finanziariamente, ma anche più giusto, più equo, più solidale.

È chiaro: se la politica di governo e di opposizione non c’è, e quindi (comprensibilmente) l’antipolitica dilaga senza incontrare resistenze, non possiamo inventarcela noi. Possiamo, però, ciascuno con la propria storia, con la propria cultura, con i propri ideali, darci da fare perché una politica nuova cominci a prendere corpo, ispirandoci al motto antico: fa quel che devi, avvenga quel che può.

Dopo il discorso di Bagnasco alla Cei, e dopo Todi, dal mondo cattolico, infinitamente più variegato e complesso di come di solito lo si rappresenta, qualche segnale importante in questa direzione. Altrove, è silenzio, un silenzio che non promette niente di buono. Ben venga l'iniziativa di Comunione e Liberazione, se può riuscire a renderlo, se non altro, un po’ meno cupo.

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