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FUNERALE SIMONCELLI/ Cosa vuol dire "era un grande" per un ragazzo di paese?

Marco Simoncelli, Marco Simoncelli, "Sic"

E poi c’è la morte, quella che mettiamo fuori dalla nostra vita, di cui non vogliamo parlare mai, perché fa paura, perché nascondendola ci pare di essere immortali. Che inganno. Tocca farci i conti, con la morte,  e non serve esorcizzarla con le parole di una canzone. Siamo solo noi, quelli che non hanno rispetto per niente. Marco di rispetto ne aveva  e ne riceve. Quelli che muoiono presto, e tanto è lo stesso. Non è vero, in tanti piangono per lui. Generazione di perdenti… e invece lui era un campione.

Tocca starci davanti con dignità e coraggio, davanti alla morte. Come il papà e la mamma di Marco. Che sono certi, e l’hanno detto, che loro figlio è in buone mani. Perché in quella maledetta pista malese, in quel momento che era tutta l’eternità, Dio c’era, e l’ha preso per mano, come ha detto il vescovo. Per potarlo sul podio più alto. Guardiamo a quel podio, adesso.

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