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PONTE DI OGNISSANTI/ In strada quattro milioni di auto, le previsioni per il weekend

Pubblicazione:venerdì 28 ottobre 2011

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Ponte di Ognissanti, di tutti i santi o anche ponte dei morti: di fatto è il primo periodo vacanziero vero dopo l'estate. E come al solito in casi analoghi gli italiani cercheranno di approffittarne. Si calcolano in quattro milioni le automobili che si muoveranno, in gran parte in direzione sud. Un totale di nove milioni di italiani in movimento di cui circa mezzo milione in viaggio in aereo. Momenti critici per chi si mette in viaggio: la serata di oggi venerdì 28, domani sabato 29 e poi per il rientro il martedì pomeriggio primo novembre. Di fatto il giorno dei morti primo novembre non è festività ufficiale, ma le scuole e gli impieghi pubblici la considerano ancora tale e così anche molti lavoratori del privato. C'è anche il cosiddetto micro turismo dei cimiteri, tutti coloro che si spostano in giornata per recarsi a render omaggio ai propri defunti. Si calcola che le certose monumentali nelle grandi città saranno quelle più visitate: Genova, Milano, Bologna, Napoli, Roma dove si calcola un passaggio di circa 15 milioni di italiani. Per i più piccoli, ma anche per i giovani, è anche il momento della festa di Halloween, la festa della paura importata dai paesi anglosassoni che si festeggia la sera del 31 ottobre. Quando ci si traveste con maschere di personaggi bizzarri e dei film dell'orrore. In pratica si celebra la sera della vigilai di Ognissanti: la denominazione Halloween deriva dal medievale All Hallow's Eve: Hallow significa santo ed Eve la vigilia. In origine la festa die santi si teneva il 13 maggio ed era stata istituita dal papa Bonifacio IV nel 610: era in realtà la festa dei martiri. Lo spostamento al primo novembre risale all'IVI secolo e fu il papa Gregorio III a cambiarne la data. Il motivo era il tentativo di convertire i paesi nordici come la Germania dove in quella data si celebrava una festa pagana, dedicata al culto dei morti e che segnava la fine dell'estate e l'inzio dell'inverno. In questo modo si cercava di cancellare dalla memoria delle popolazioni locali il senso pagano della celebrazione.



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