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SALVATORE PAROLISI/ L'esercito: "Se ha ucciso Melania, pagherà il conto"

Giurano le allieve soldatesse del reparto in cui lavorava Salvatore Parolisi. Il generale Valotto precisa che se il caporale maggiore sarà riconosciuto colpevole, pagherà le conseguenze

Foto Ansa Foto Ansa

Salvatore Parolisi, fino a qualche mese fa addestratore di soldatesse del 253esimo reggimento Piceno. In occasione del giuramento delle nuove reclute, sono i suoi ex superiori a fare il punto della situazione e a commentare la vicenda che coinvolge il caporal maggiore ritenuto colpevole di aver ucciso la moglie Melania Rea. Il capo di stato maggiore dell'esercito italiano, generale Giusepe Valotto, ci tiene anche a far luce su quello che rappresenta quel particolare reggimento. Un reggimento, ha detto a margine della cerimonia di giuramento, dove gli addestratori, come lo era il Parolisi, vengono selezionati con cura e attenzione. A proposito di Salvatore Parolisi, il generale ha voluto dire che spetta all'autorità giudiziaria giudicarlo non all'esercito. Ma se sarà ritenuto colpevole, allora pagherà le conseguenze in tutti i modi, se invece verrà riconosciuto innocente, se lui lo vorrà l'esercito sarà ancora la sua casa. Il giuramento si è tenuto all'interno della caserma di Ascoli dove sfociò l'amore tra Parolisi e la soldatessa Ludovica Perrone, divenuta sua amante. Nomi che nel suo discorso il generale Valotto non ha mai fatto in modo esplicito, ma nelle sue parole si sono colti più di un riferimento. Dei sospetti di rapporti tra istruttori e soldatesse il generale ha parlato così: "Vogliamo andare contro natura? Spero solo che facciano molti figli e che vengano al 235esimo reggimento, visto che spero aumenti presto la percentuale di donne nell'esercito italiano attualmente attestata al 7%". Ha poi parlato dei dati che fotografano la reale situazione dentro le caserme italiane: nel 2010 è stato registrato un solo caso di mobbing, una sola denuncia per molestie sessuali e nessun caso di nonnismo. Ad Ascoli l'ultimo episodio del genere risalirebbe addirittura al 2004. E a proposito della soldatessa Ludovica Perrone, che pochi giorni fa è stata lungamente sentita dai magistrati in merito al caso di Melania Rea, la soldatessa avrebbe confessato di amare ancora il Parolisi. Secondo lei, inoltre, lui non avrebbe ucciso la moglie. La donna non è indagata in alcun modo nella vicenda.