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AMANDA KNOX/ Tutti i punti oscuri che la sentenza di Perugia non chiarisce

Tutti i punti rimasti oscuri dopo la sentenza della Corte d'assise d'appello di Perugia che ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall'accusa di omicidio

Amanda Knox Amanda Knox

Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati assolti dall’accusa di avere ucciso Meredith Kercher. In attesa di conoscere le motivazioni, la sentenza della Corte d’assise d’appello di Perugia non chiarisce però alcuni aspetti della vicenda.

CONCORSO IN OMICIDIO, MA CON CHI? - In primo luogo, come sottolineato in una conferenza stampa da Lyle Kercher, fratello della studentessa inglese assassinata, «se hanno rilasciato Amanda e Raffaele, noi ci chiediamo chi è che ha collaborato con Rudy Guede a uccidere Meredith?». L’ivoriano, con sentenza confermata in Corte di cassazione, è stato condannato a 16 anni di carcere per concorso in omicidio. Ma concorso in omicidio con chi? Tre gradi di giudizio non sono bastati a chiarirlo.

LA POSIZIONE DI RUDY - Guede, ritenuto colpevole con sentenza definitiva, non può per il momento presentare una richiesta di revisione del suo processo per inconciliabilità con la sentenza che riguarda Amanda e Sollecito: prima deve attendere infatti che anche la Corte di cassazione si pronunci sul loro conto. Non è detto inoltre che l’assoluzione dei due ex fidanzati, anche qualora dovesse diventare definitiva, sia di per sé incompatibile con la condanna dell’ivoriano, in quanto le prove che riguardano i tre protagonisti del giallo di Perugia sono diverse tra loro. In alternativa, Guede potrebbe presentare richiesta di revisione del processo se emergessero nuove prove in grado di scagionarlo: in questo caso, i suoi avvocati non hanno alcun limite di tempo.

LE PROVE CONTRO AMANDA - Per il momento, l’unica certezza è che la sentenza d’appello ha ritenuto insufficienti le prove contro la Knox e Sollecito presentate dall’accusa. Tra le altre il Dna riconducibile a Raffaele trovato sul reggiseno di Meredith e il coltello con tracce di Amanda sul manico e di Kercher sulla lama. Per i pm inoltre nel bagno dell’appartamento dove è avvenuto il delitto ci sarebbero tracce miste di Meredith e di Amanda, e sul tappetino comparirebbero delle impronte di Raffaele. La Procura è convinta di avere smontato con delle perizie tecniche anche l’alibi dei due accusati, che hanno raccontato di avere guardato un Dvd al computer, mentre questo non risulterebbe. Inusuale anche il fatto che quella sera i due abbiano tenuto i telefonini spenti.