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Cronaca

ITINERARI/ Un vero atelier del gusto nelle Langhe…

Il cuoco Cesare GiacconeIl cuoco Cesare Giaccone

Rimasi in silenzio, pensando che Tony, autore di uno dei libri più belli della mia vita, Padre Joe,  avrebbe potuto chiedermi qualsiasi cosa e io l'avrei esaudita. Eppure Tony mi chiese di partecipare a un gesto di amicizia: mangiare da Cesare in cucina. Che è l'anti-consumismo per eccellenza, la celebrazione di un luogo innanzitutto e poi del gusto che irrompe nella tavola.
Mi ha poi ricordato che la cucina è fatta di tanti gesti, che assumono significati. Come Giacomo Bologna, che quando aveva a tavola gli amici, apriva solo il vino in magnum, perché l'amicizia è grande: è almeno una magnum nella dimensione della vita. Questo mi sento di raccontare mentre le vigne stremate dei colori dell'autunno – mi scriveva il “mio” Riccardo Riccardi, conte di Santa Maria di Mongrando – ci ricordano il desiderio di lasciare un segno, anche tenue, accanto a quelli di coloro che mi hanno preceduto”.

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