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MELANIA REA/ Si scopre un fagotto di vestiti militari. Pubblicato l’interrogatorio di Parolisi (video)

Pubblicazione:martedì 4 ottobre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Il caso di Melania Rea, la giovane mamma uccisa con 37 coltellate lo scorso 18 aprile e ritrovata dopo due gi0rni, potrebbe giungere ad una svolta. A raccontare l’irrompere di un nuovo e, forse decisivo elemento nelle indagini è il settimanale Oggi. Secondo quanto avrebbe appreso da fonti della Procura di Teramo i carabinieri avrebbero rinvenuto nei giorni scorsi un fagotto di abiti militari. Sugli indumenti ci sarebbero delle macchie che gli investigatori hanno giudicato interessanti. I nuovi elementi sono stati rinvenuti poco distante da luogo dell’omicidio, il boschetto delle Casermette. I militari stavano attraversando il sentiero che conduce dall’abitato di  Cornacchiano al boschetto. I pm Greta Aloisi e Davide Rosati hanno disposto l’immediato invio dei nuovi indizi presso il laboratorio dei Ris, ai quali hanno chiesto un responso urgente circa l’eventuale presenza di tracce genetiche. L’obiettivo è capire se si tratti di elementi riconducibili a Melania Rea o al marito Salvatore Parolisi, al momento unico indagato. Ai responsabili della distribuzione delle divise della caserma in cui Parolisi addestrava le reclute e ai suoi familiari è stata chiesta la massima collaborazione per capire se nell’inventario dell’uomo non manchi qualcosa.

Nel frattempo, Repubblica ha pubblicato il video interrogatorio dell’indagato. Il caporalmaggiore si trova sul luogo del delitto, a due giorni dalla morte delle moglie. Con lui ci sono i magistrati Umberto Monti e Greta Aloisi. Parolisi spiega che conosceva bene quel posto. Vi si era allenato più volte, con il nuovo plotone.  Agli inquirenti mostra gli spostamenti suoi e di Melania del giorno della scomparsa di quest’ultima. La figlia, afferma, era rimasta in macchina. I due avevano fatto l’amore dietro la costruzione in legno. A questo punto Salvatore si sofferma sul legame che aveva con la moglie. Giura che  il loro rapporto era fatto di continue tenerezze. Monti gli ricorda che oltre al dovere morale ha anche quello giuridico di dire la verità. Salvatore insiste. Il magistrato gli chiede se sussistesse il «residuo» di qualche sua storia passata, come il fidanzato di una sua ex ripresentatosi o se sua moglie fosse gelosa, giustificatamente o meno. Lui nega. Il magistrato è ancora più esplicito. Gli chiede se aveva un’amante o una relazione, o se qualche ragazza nel servizio militare lo avesse mai corteggiato. E gli fa presente che è molto, troppo strano, che la donna sia stata trovata morta a pochi metri da dove avevano fatto l’amore. Niente da fare. Continua a negare. Spiega che, nonostante la bellezza di molte ragazze, lui non ha mai perso la testa per nessuna. Si è sempre trattato solamente di lavoro. Si scoprirà in seguito che stava mentendo.  


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