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MELANIA REA/ Si stringe il cerchio attorno a Salvatore Parolisi?

Respinta la richeista della difesa di Salvatore Parolisi di riesumare il corpo di Melania Rea per procedere a un nuovo esame autoptico per capire l'ora esatta della morte

Salvatore Parolisi, foto Ansa Salvatore Parolisi, foto Ansa

Qual è l'ora esatta del delitto di Melania Rea? Perché il suo corpo non verrà riesumato? E di chi è quel fagotto di abiti militari ritrovato solo ora nel bosco? Gli ultimi sviluppi di un caso senza fine

DELITTO SENZA FINE - Melania Rea, ennesimo caso di omicidio di cui si tarda a trovare il colpevole. L'Italia è attraversata da casi analoghi, con condanne e poi assoluzioni inaspettate, basti pensare al caso dell'omicidio di Meredith Kercher con l'assoluzione in secondo grado di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Uno dei casi che più sta appassionando e interrogando l'opinione pubblica italiana è però quello della morte di Carmela Melania Rea, la donna trovata morta lo scorso 20 aprile dopo essere scomparsa due giorni prima. Sul banco degli accusati, detenuto in galera ormai da mesi, una sola persona: il marito Salvatore Parolisi, che si è sempre professato innocente. Ma i sospetti e le prove su di lui continuano ad accumularsi e il cerchio sembra sempre più stringersi su di lui. Con, al momento, la mancanza ancora di un dettaglio fondamentale: le prove della sua presenza sul luogo del delitto.

NO ALLA RIESUMAZIONE  - Nella sua strenua difesa, dopo che la richiesta di scarcerazione presentata poche settimane fa è stata rifiutata perché troppo evidenti, per i giudici, i sospetti su di lui, Parolisi e i suoi legali sono tornati alla carica. Hanno infatti addirittura chiesto la riesumazione del corpo di Melania. Una richiesta estrema, che si fa solo in casi in cui i sospetti e la ricerca di possibili nuovi indizi sia davvero pressante. La richiesta è stata fatta perché si voleva procedere a un nuovo esame, un incidente probatorio per l'esattezza. La difesa di Parolisi voleva infatti che fosse disposto un nuovo esame autoptico sul corpo della povera donna. Il motivo? Stabilire con la massima certezza l'ora e la data della sua morte. Per la difesa di Parolisi, quanto dichiarato dal perito del pubblico ministero, il professor Tagliabracci, infatti, non è plausibile. Per il perito l'ora della morte della donna, calcolata prendendo a riferimento il tempo di assimilazione della caffeina che si trovava nello stomaco della donna, era indicabile tra le 13 e 30 e le 14 e 30 del 18 aprile. Per ottenere tale orario, il perito si è avvalso del quantitativo di succo gastrico ritrovato; le procedure di esame fatte, secondo il gip, sono sufficienti per non dover procedere a un nuovo esame autoptico. Ed è qui che la situazione di Salvatore Parolisi traballa, ed è per questo che era stato richiesto un nuovo esame nella speranza di arrivare a un altro orario. Parolisi infatti non è mai riuscito a dimostrare con prove certe che tra le 13 e 30 e le 14 e 30 del 18 aprile si trovasse sul pianoro di Colle San Marco dove invece lui ha sempre detto di essere stato.