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FIRME CONTESTATE/ La Consulta passa al giudice civile, Formigoni e Cota fuori pericolo

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Roberto Formigoni, foto Ansa  Roberto Formigoni, foto Ansa

Il problema delle firme contestate nei casi delle liste presentate alle scorse elezioni regionali in Lombardia e Piemonte è stato risolto con una decisione della Consulta. E' il giudice civile l'autorità che può controllare la veridicità delle firme stesse, ha deciso l'organismo.  Visto che i tempi della giustizia civile sono molto più lunghi della durata di una legislatura, Formigoni e Cota, i due presidenti coinvolti nel problema, non rischiano più nulla. A sollevare il problema era stato il Partito radicale, in Lombardia, e il centrosinistra della candidata alla presidenza Mercedes Bresso. Nel caso di Formigoni, si denunciavano firme false presentate per l'approvazione della sua lista, nel caso di Cota il problema era relativo alla lista Pensionati per Cota di cui anche qui si lamentavano firme false. I radicali adesso minacciano di far ricorso nelle sedi internazionali e hanno anche scritto una lettera di protesta al capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Marco Cappato, candidato nella lista Bonino-Pannella alla presidenza della Lombardia, lista esclusa dalla competizione e per la cui esclusione si era arrivati alle contestazioni denunciate, scrive al presidente della Repubblica che la decisione della Consulta "non riguarda soltanto le elezioni regionali del Piemonte, né soltanto quelle della Lombardia, dove noi Radicali abbiamo portato le prove della gigantesca truffa elettorale compiuta nella presentazione delle Liste di Roberto Formigoni, con un migliaio di persone che hanno confermato in Procura della Repubblica di non aver mai firmato quelle liste". Cappato scrive poi che la conseguenza della sentenza di oggi significa, "per il futuro del Repubblica italiana da Lei presieduta, che d'ora in poi sarà ufficialmente impossibile per chiunque ottenere giustizia contro una qualsiasi, anche se gravissima, truffa elettorale in tempo utile prima della fine del mandato di chi è stato eletto grazie a quella truffa, ad ogni livello locale o nazionale che sia". Il commento e la protesta, invece, di Mercedes Bresso: "La Corte costituzionale non ha avuto il coraggio di affermare il principio della ragionevole durata del processo nel caso di ricorsi elettorali. Trovo assurdo che la giustizia amministrativa possa dichiarare l'illegittimità delle elezioni dopo molto tempo dal voto. Ci troviamo di fronte a una privazione di giustizia". 



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